La caduta verticale del Teatro dei Fluttuanti
Da palco per grandi spettacoli a luogo per produzioni locali e dialettali. Le cause il crollo di presenze ed i costi elevati di gestione
ARGENTA. Il teatro dei Fluttuanti diventerà poco più che una sala parrocchiale. Il crollo dell’affluenza di pubblico degli ultimi anni (dovuto a diversi fattori tra cui la crisi ma anche dalla qualità dell'offerta teatrale) ha portato il teatro di via Pace a passare da una presenza media di 400 spettatori circa per spettacolo (24mila all'anno) alle 40-50 degli ultimi dodici mesi.
Dopo la “separazione consensuale” tra amministrazione comunale e la cooperativa “Arrivano dal mare!”, si sperava che al timone del teatro ritornasse Gianna Dirani e l'associazione “Gruppo Giovani '90”, in quanto seconda alla gara d'appalto del 2011. Invece, Gianna Dirani “non ha aderito alla richiesta del Comune di Argenta - si legge nella delibera di giunta - di subentrare per la sola stagione 2015/2016 nell’accordo di collaborazione per la promozione delle attività di spettacolo e cinema”. Associazione che non si può biasimare visto la situazione attuale in cui versa il teatro ma soprattutto visto il poco tempo a disposizione per creare una stagione degna teatrale degna di questo nome.
Di conseguenza, scartata quella che poteva essere una soluzione possibile, la giunta guidata dal sindaco Antonio Fiorentini ha scelto di dedicare il teatro dei Fluttuanti alle produzioni locali e dialettali. La giunta ha deciso di “dare mandato al dirigente settore cultura - si legge ancora nella delibera - di procedere alla pubblicazione di apposito avviso di istruttoria pubblica, limitando la partecipazione ai soli soggetti appartenenti al terzo settore”. Una scelta con concessione all'uso gratuito del teatro.
In sostanza, certi nomi teatrali che prima di quest'ultima gestione hanno reso il teatro argentano un punto d’eccellenza, non arriveranno più. Sono svaniti i tempi dei grande spettacoli. Al loro posto si sarà invece un indirizzo locale: “L'amministrazione comunale di Argenta - si legge ancora nel deliberato - con la promozione delle attività di spettacolo nel teatro dei Fluttuanti, intende portare avanti un progetto di sviluppo di comunità, valorizzando le esperienze locali di teatro musicale e dialettale e con il forte coinvolgimento della popolazione delle frazioni, diffuse sull'ampio territorio, e delle istituzioni scolastiche”.
La scelta, sempre secondo il Comune, è dovuta al fatto che “il teatro dei Fluttuanti, essendo baricentrico rispetto alle province di Ferrara, Ravenna e Bologna, sconta la prossimità dell'importante offerta cinematografica e teatrale delle città capoluogo e, soprattutto in questo momento di crisi economica, non può riuscire a collocarsi come punto di riferimento per un bacino di utenza sovraprovinciale, che solo potenzialmente e con l'impiego di capitali fortemente a rischio potrebbe rivestire rilevanza commerciale”.
Non solo: "Un’importante diseconomia è data dalla grandezza del teatro dei Fluttuanti, che con una capienza pari a 600 posti presenta costi di gestione per riscaldamento, energia elettrica e consumi idrici pari a 20.000 euro annuali”. Insomma almeno per il momento per assistere a grandi spettacoli il pubblico argentano si dovrà spostare verso altri teatri.
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