Morì al Sant’Anna Due chirurghi andranno a processo
Il giudice ha respinto per loro la richiesta di archiviazione accolta per gli tutti altri sanitari. La famiglia: ora la verità
Sarà un pubblico dibattimento a decidere se la morte di Gaetano Lamburghini, l’agente immobiliare deceduto il 21 giugno 2014 all’ospedale di Cona dopo due interventi chirurgici, è stata causata da un errore professionale o è stata determinata da un evento imprevedibile ed accidentale.
Il gip Silvia Marini ha infatti sciolto la riserva sulla richiesta di archiviazione del procedimento penale a carico di 25 tra medici e infermieri che assistettero il paziente nei giorni del ricovero. Per due posizioni il giudice ha respinto l’istanza invitando il pm Giuseppe Tittaferrante a formulare entro 10 giorni il capo di imputazione nei confronti del dr. Gabriele Anania (1° chirurgo nell'operazione del 18 giugno 2014) e del dr. Giuseppe Resta (2° chirurgo nell'operazione del 18 giugno 2014), come informa la famiglia Lamburghini.
I due medici dovranno rispondere del reato di omicidio colposo. Sono state archiviate invece le posizioni dei restanti operatori sanitari indagati.
La notizia è stata accolta «con soddisfazione» dai familiari di Gaetano Lamburghini. «Con questa decisione si apre uno spiraglio nella ricerca della verità», ha commentato la moglie Carla Calastrini. «Ribadiamo nuovamente la fiducia nella giustizia - proseguono i familiari dell’agente immobiliare - e speriamo di poter arrivare ad un processo che faccia luce su una morte così improvvisa, che non possiamo accettare come una semplice fatalità». La famiglia Lamburghini (la moglie e i tre figli Michele, Francesco e Beatrice) è rappresentata dall’avvocato Dario Bolognesi. «Il giudice ha deciso di demandare ad un pubblico confronto in aula la valutazione su eventuali responsabilità in un caso così delicato», ha commentato il legale.
Lamburghini, 66 anni, era stato ricoverato per essere sottoposto ad un intervento programmato all’intestino in laparoscopia. La degenza doveva essere limitata a pochi giorni.
Invece l’agente immobiliare fu operato una seconda volta a distanza di tre giorni dal primo intervento e morì a seguito di una gravissima infezione.
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