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Moria di pesci nel canale Indagini sulle cause

Moria di pesci nel canale Indagini sulle cause

L’episodio a Ponte Rodoni nel tratto di tre chilometri che precede la chiusa Tecnici al lavoro durante il fine settimana per i prelievi e le analisi dell’acqua

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PONTE RODONI. Moria di pesci tutti di media e grossa taglia nel canale di Cento. L’allarme lanciato dalla polizia municipale di Bondeno durante lo scorso fine settimana. Gli agenti hanno visto galleggiare decine di pesci nei circa tre chilometri del canale, lungo via Ponte Rodoni Santa Bianca, prima della sua immissione nella chiusa sul Cavo Napoleonico. All’allarme della polizia municipale ha risposto il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara che ha inviato, ieri mattina, i tecnici dell'Università sul posto per effettuare prelievi e fare analisi a campione per cercare di capire il perché di questa moria.

«Subito - spiega la dottoressa Barbara Guzzon dell’ufficio ambiente del Consorzio - abbiamo fatto scattare la procedura prevista in questi casi. L'Università ha già provveduto a recuperare i reperti necessari per fare le analisi. Le cause? Lo sapremo con certezza solo quando avremo i risultati delle analisi». Già da oggi potrebbe iniziare il recupero delle carcasse dei pesci per poi procedere allo smaltimento. Nel canale di Cento il livello dell'acqua era molto basso e questa potrebbe essere una delle cause del fenomeno anche se non è ancora esclusa del tutto la matrice umana rappresentata dallo scarico abusivo di sostanze inquinanti. A onor del vero a livello visivo non si riscontrano schiume o segnali che portino a pensare ad uno scarico abusivo. Solo le analisi quindi chiariranno la vicenda.

In prossimità del ponte dove il canale di Cento attraversa via Cavo Napoleonico sono state notate diverse impronte, di piedi umani, nella fanghiglia della base della sponda proprio vicino all'acqua. Il fatto ha fatto scattare tanti commenti da parte dei presenti, che si sono sbizzariti nelle ipotesi più disparate, ma è molto probabile che le impronte siano state lasciate da chi, nei giorni scorsi, si è avvicinato all’acqua per prelevare i campioni da analizzare.

Giuliano Barbieri

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