La Nuova Ferrara

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Emilia o Romagna? Comacchio deve scegliere

di Annarita Bova
Emilia o Romagna? Comacchio deve scegliere

Sul sindaco Fabbri e suoi la responsabilità di una scelta strategica nel giro di due mesi. La maggioranza guarda verso la costa ma spera in altri alleati

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COMACCHIO. Emilia o Romagna? È questa la domanda cui l’amministrazione comunale di Comacchio dovrà rispondere entro la fine dell’anno, portandosi così dietro la responsabilità di una scelta fondamentale per il futuro del territorio. E il sindaco Marco Fabbri cammina sulle uova, consapevole del peso che porta sulle spalle. Il 15 dicembre 2013, quando gli Ex grillini erano ancora sotto la bandiera del Movimento, Fabbri e suoi lanciarono quella che ha sempre avuto il sapore una provocazione, chiedendo ai cittadini di scegliere se restare sotto la provincia di Ferrara o guardare a Ravenna. E il 30% di coloro che andarono a votare indicarono la città dei mosaici. A due anni esatti, sembrano essere cambiati solo i confini dell’amletico dubbio: Emilia o Romagna?

Le aree vaste nascono a quasi due anni dal referendum consultivo del 2013. Il progetto prefigura un nuovo modello di governo territoriale che pone le basi per la realizzazione di Aree vaste interprovinciali, più ampie degli attuali confini territoriali, fondate sull’aggregazione funzionale tra territori appartenenti a più Province.

I macro-territori dovranno fare sistema per sviluppare al meglio nuove strategie territoriali e gestire i servizi in modo unitario (ad esempio in materia di turismo, trasporti o protezione civile), in linea con le esigenze di cittadini e imprese. «Come si può ben comprendere le Aree Vaste ricopriranno compiti e funzioni ben più ampie e aggiuntive rispetto a quelle oggetto di referendum consultivo - spiega il sindaco Marco Fabbri - diversamente poi da quanto qualcuno sostiene, non ci risultano suddivisioni già certe in quanto sarà la Regione a dover deliberare in tal senso».

«L’unica certezza è che l'indirizzo è quello di individuare non più di quattro aree vaste così come affermato dal Presidente Stefano Bonaccini (“Dobbiamo metterci subito al lavoro per avere in questa Regione non più le nove province attuali ma al massimo quattro aree vaste”in cui per quanto riguarda Ferrara ha risposto “anche se guarderebbe più alla Romagna, ma il suo destino non è ancora deciso”)». «Posto che l’unica certezza riguarda la Città Metropolitana di Bologna che diversamente da quanto affermato da qualcuno non potrà ricomprendere in tutto o in parte altre Provincie - va avanti il sindaco - rimane da discutere come dovranno essere costituite queste aree vaste e proprio a tal proposito tutte le forze politiche, economiche e sociali sono state chiamate in causa nelle scorse settimane per esprimere la propria posizione».

Insomma, il referendum del 2013 è servito per tastare il terreno, adesso si deve fare sul serio. E la maggioranza, cosa vuole? «L’ho detto e lo ripeto, il nostro orientamento va verso la Romagna - conclude il primo cittadino - ma non possiamo viaggiare con i paraocchi. Intanto invitiamo Ferrara a fare la sua scelta, magari dopo un confronto e dovrebbero iniziare a esporsi anche le altre realtà del territorio perché la scelta coinvolge tutti».

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