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I consiglieri comunali compatti Solo tre le voci fuori dal coro

I consiglieri comunali compatti Solo tre le voci fuori dal coro

Maggioranza e parte dell’opposizione viaggiano sulla stessa linea che porta verso la costa Il Pd resta fermo, Cavallari (Gruppo Misto) guarda all’Emilia così come la Tomasi (Lega Nord)

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COMACCHIO. Per la prima volta sembrano tutti d’accordo: Comacchio con la Romagna. Il consiglio comunale è apparentemente compatto, e al momento le voci fuori dal coro sono solo quelle dei due consiglieri del Pd, Francesca Felletti e Moh’d Kubbajeh che non si esprimono e Fabio Cavallari (Gruppo Misto) che invece guarda verso l’Emilia. Perché apparentemente? La situazione è decisamente più complessa di come appare. Se i confini della Aree Vaste dovessero essere geograficamente rigidi, la strada potrebbe essere in discesa ma se, come sembra, la divisione fosse tematica, la bomba è pronta a esplodere e paradossalmente per il sindaco e suoi la gestione della vicenda diverrebbe ancora più difficile.

All’interno del consiglio comunale, dunque, la situazione sembra ben definita con l’intera maggioranza compatta. La Romagna è la linea che la compagine degli Ex 5 Stelle porta avanti basandosi anche sulla volontà popolare, espressa due anni fa, che voleva proprio l’annessione di Comacchio alla città di Ravenna. «Per Comacchio - spiega il presidente del Consiglio Robert Bellotti - auspico l’annessione alla Romagna vista anche la volontà espressa attraverso il referendum. Spero che anche Ferrara faccia lo stesso». Posizioni praticamente identiche a quelle espresse dal consigliere Alberto Righetti compresa la speranza «che anche la città estense faccia questa scelta». I motivi per cui la Romagna, secondo gli Ex 5 Stelle, sarebbe una scelta migliore rispetto all’annessione all’Area Vasta dell’Emilia sono da ricercare, come spiega Enrico Mariano Calderone «nei vantaggi che Comacchio potrebbe ottenere per quanto riguarda il comparto economico legato alla costa».

Posizioni che anche tra i bachi dell’opposizione trova un forte appoggio. Antonio di Munno, del gruppo Il Faro/ Forza Italia, ha rimarcato più volte che «questo tipo di discorso è già esaurito da tempo perché il referendum popolare ha espresso un chiaro messaggio: la volontà di seguire Ravenna. Il referendum - racconta di Munno - ha un chiaro senso politico che boccia su tutti i fronti la gestione del territorio da parte di Ferrara». Anche il capogruppo de L’Onda, Davide Michetti predilige la sponda ravennate a quella modenese: «Per Comacchio sarebbe meglio scegliere l’Area Vasta della Romagna, anche se il discorso non è poi così semplice. Comunque in laguna ci sono maggiori sinergie con i comuni della costa». Una posizione condivisa anche da Andrea Malano, del Gruppo Misto: «Il mercato del turismo è il principale riferimento per Comacchio quindi la Romagna deve essere la scelta da fare». Unico della minoranza a propendere per la scelta dell’Area Vasta dell’Emilia è Fabio Cavallari del Gruppo Misto. Non esprimono ancora una posizione i due consigliere del Partito democratico, Moh’d Kubbajeh e la capogruppo del Pd Francesca Felletti. «La scelta deve essere ponderata - fanno sapere i democratici - non è facile, servono confronti e approfondimenti».

Al di fuori del Consiglio è il segretario della Lega Nord di Comacchio Maura Tomasi a intervenire sulle scelte strategiche in area vasta che dovranno essere concretizzate entro fine anno: «Il sindaco Marco Fabbri si decida e si assuma le sue responsabilità: o in Romagna o a Ferrara. La sensazione è che l’amministrazione navighi a vista: la politica del piede in due scarpe della giunta Fabbri rivela tanta nebbia e poche certezze». E rimarca: «Pensiamo che il sindaco debba chiarirsi le idee. È certo però che, qualora volesse restare ancorato a Ferrara, dovrebbe far pesare politicamente la scelta di confluire nella nuova Newco emiliana Cmv-Area. Comacchio è infatti tassello indispensabile della fusione: sfilati noi, il progetto salta. Quindi: ci stiamo ma a patto di contare di più». «La scelta della Romagna - continua nella sua analisi la Tomasi - è invece viziata da un referendum falsato dall’amministrazione, che ha invitato i cittadini a votare facendo credere loro di poter scegliere sul cambio di provincia, ma in realtà si trattava solo di indicare a chi volersi aggregare per la gestione dei servizi. Per questo pensiamo che sia meglio essere l’unica e peculiare costa di un’area vasta emiliana piuttosto che una terra fra le tante affacciate sull’Adriatico in Romagna». «E il Pd, pure, sembra crogiolarsi nella politica dei due forni, evidentemente in attesa dei diktat di partito, secondo il classico canovaccio del Pd di Comacchio. Il nostro territorio vale, ed anche tanto. Peccato che in pochi se ne rendano davvero conto. Potremmo fare la differenza, invece stiamo qui ad aspettare una “chiamata” che non arriva».

Annarita Bova

e Andrea Perini

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