L’Ordine dei medici di Ferrara: ricerca a tappeto sugli iscritti di due decenni
L’annuncio del presidente dell’organismo di piazza Sacrati, Bruno Di Lascio: vaglieremo la documentazione degli anni '80 e '90. Si cercano “camici” fittizi dopo il caso Stampini, calcellato dall’Albo estense
FERRARA. L’Ordine dei medici di Ferrara potrebbe avviare una ricerca a tappeto sugli iscritti degli anni ’80 e ’90 alla ricerca di certificati di laurea e abilitazione fittizi. A convincere il presidente dell’Ordine estense, Bruno Di Lascio - «ci stiamo organizzando», ha dichiarato - è stato l’ultimo caso in cui risulta coinvolto un iscritto di Ferrara che ha esercitato la sua attività di medico a partire dagli anni ’80 in particolare nel Veneto. Si tratta di Andrea Stampini, 65 anni, ferrarese di nascita ma residente nel Veneto. Stampini, come ha dichiarato il suo avvocato, David Zanforlini, nella sua “carriera” ha lavorato in quattro ospedali «senza che nessuno abbia mai obiettato nulla» ed è in pensione da due anni, anche se ha continuato a lavorare fino ad alcuni mesi fa come libero professionista e medico a chiamata. «Abbiamo chiesto l’accesso al suo fascicolo, all’Università di Bologna - ha confermato il legale - ma serve tempo per verificare se il materiale cartaceo che attesterebbe la regolarità della sua iscrizione all’Albo è disponibile».
L’Ordine di Ferrara ha cancellato il suo nome dall’elenco dopo aver appreso dall’Università di Bologna che Stampini non si è mai laureato in quella facoltà di Medicina e non ha mai conseguito l’abilitazione. «Indispensabili entrambe per poter esercitare la professione - sottolinea Di Lascio - anche la laurea da sola non è sufficiente: bisogna aver superato l’esame di Stato». Due titoli che Stampini ha dichiarato di aver conseguito e che gli hanno consentito di iscriversi all’Albo estense il 19 ottobre 1978, giusto 37 anni fa. La domanda che si impone oggi è come è stato possibile che da allora non siano stati eseguiti controlli sul suo status professionale. «Quando cambi lavoro o viene assunto come medico nessuno ti chiede la laurea o l’abilitazione - osserva Di Lascio - il requisito indispensabile per esercitare la professione è l’iscrizione all’Ordine. Se quella viene a mancare non puoi curare, visitare, prescrivere farmaci a nessun paziente. La legge te lo proibisce».
Ma se quel “puntello” non viene messo in discussione ogni iscritto può continuare a svolgere la professione di Ippocrate e cambiare tranquillamente azienda e posto di lavoro perché il controllo sull’abilitazione non è previsto». Stampini, precisa ancora Di Lascio, «non è stato radiato, perché questo provvedimento riguarda chi è regolarmente laureato e ha superato l’esame di Stato ed è quindi iscritto all’Ordine possedendo i requisiti, mentre in questo caso i requisiti, stando a quanto ci ha comunicato l’Università di Bologna, non esistono e quindi l’iscritto viene considerato decaduto. Nessun ex iscritto può esercitare la professione». Cosa succede a un medico calcellato dall’Albo per aver dichiarato il falso? A parte l’inchiesta per l’esercizio abusivo della professione (pena fino a 6 mesi e multa da 103 a 516 euro), gli enti che hanno pagato le sue prestazioni potrebbero chiedergli la restituzione degli stipendi. Decisione già assunta da alcune aziende, proprio nel Veneto.(gi.ca.)
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