La Nuova Ferrara

Ferrara

La ‘soffiata’ in carcere di 50 chili di droga mai trovati

Non calunniò boss della coca, assolto ex pentito

Ieri la fine del processo, sullo sfondo indagini della Dda e due telefonini entrati in cella

2 MINUTI DI LETTURA





Assolto dalla calunnia, assolto perchè la stessa accusa, il pm Stefano Longhi in aula, ha riconosciuto, in tanti anni, il suo ripetuto contributo come collaboratore di giustizia (e anche ex visto che non lo è più) e soprattutto che le prove contro Pasquale Gagliosto, pentito di ’ndrangheta, pezzo da ’90 nella storia dei collaboratori di giustizia italiani, non sono state raggiunte al processo che si è concluso ieri. Così Gagliostro è stato assolto dalla calunnia per aver riferito una soffiata ricevuta da un boss della cocaina, tale Giuseppe Corsini, condannato a 20 anni nell’inchiesta «Due Torri connection» per droga tra Colombia, Spagna e Italia. Gagliostro, compagno di cella di Corsini nel carcere di Ferrara, riuscì a diventare persona fidata del boss della cocaina, e ricevette la confidenza che una partita di droga in arrivo dalla Germania, a bordo di una Jaguar, sarebbe arrivata tra il 25 e il 27 settembre 2011 nel tal posto. Scattò il blitz, venne trovata l’auto e tuto il resto, ma nel baule nemmeno un grammo di cocaina. La circostanza della Jauguar carica di coca, Gagliostro la riferì come soffiata ricevuta all’interno del carcere che poi avvisarono la polizia di Bologna che stava facendo indagini. L’aver detto questo gli è costato il processo concluso ieri. Che ha messo in luce il mondo di collaboratori di giustizia e delle indagini svolte attraverso loro. Ad esempio per diventare amico di Corsini, Gagliostro venne dotato di un telefono cellulare (che gli venne fornito in carcere) e poi usato da Corsini per chiamate coi familiari. In cui non emerse granchè. Altro tentativo con un secondo telefonino che però venne bloccato. Il legale di Gagliostro, Fabrizio Carletti aveva sostenuto che no vi era calunnia poichè tutte le indicazioni date da Gagliostro corrispondeva al vero, data, spedizione, auto, modalità. Mancava la droga. Così le prove della calunnia. Assolto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google