Nutrie, tanti danni È al via un piano
La Provincia coordina ben 700 cacciatori coadiutori Si stima l’abbattimento complessivo di 10-15 mila animali
JOLANDA DI SAVOIA. L’eccessiva proliferazione di nutrie costituisce un serio problema per il delicato sistema idraulico in quanto le tane che questi animali scavano negli argini costituiscono un serio problema quando il livello dei canali e dei fiumi aumenta in conseguenza delle piene. È soprattutto per questo motivo che annualmente viene approntato un piano per l’abbattimento di questi animali. Il coordinamento è affidato all’amministrazione provinciale e vi hanno aderito tutti i Comuni, eccezion fatta per Sant’Agostino. I cosiddetti coaudiutori (sulla carta sono 700, ma quelli operativi sono 150-200) sono autorizzati all’abbattimento delle nutrie previo accreditamento al sistema informatico sella Provincia tramite un numero verde ovvero devono comunicare quando iniziano l’abbattimento quanti esemplari hanno notato e quanti sono stati abbattuti provvedendo poi al loro seppellimento. In cambio un modesto rimborso spese e il pagamento delle spese sostenute per le cartucce. La somma a disposizione della Provincia è di circa 30 mila euro e la cifra risulta essere il contributo dei vari Comuni in base al numero degli abitanti e in base al territorio mentre un quid viene dato anche dai Consorzi di Bonifica. L’abbattimento dipende dall’andamento stagionale ovvero quando fa freddo il numero delle nutrie abbattute è più elevato in quanto il nemico principale per questi animali è proprio il freddo, in sostanza vengono stimate in oltre 10 mila le nutrie abbattute.
«L’attività viene svolta da chi ha l’abilitazione a farlo - spiega Gianluigi Zucchi, presidente Atc (Ambiti Territoriali caccia) e del centro servizi che raggruppa tutti gli Atc - l’Ispra, ovvero l’Istituto Superiore per gli Animali ha sentenziato che la nutria va radicata poi nella sua applicazione ci sono state diverse sfaccettature e qualche comune ha fatto retromarcia. Nel Ferrarese ci sono 8 mila km di canali e sono tutti pensili e la sicurezza idraulica viene minata dalle gallerie che vengono scavate da questi animali. Le nutrie non sono gli unici responsabili di questa situazione, anche le volpi hanno la loro parte di responsabilità. Talvolta accade che gli animalisti siano contrari a prescindere e non so se si rendono perfettamente conto di questo problema. Servirebbe una maggiore tutela di chi è chiamato ad operare sotto questo profilo. I cacciatori sono disponibili, ma vorrebbero esser maggiormente tutelati e tutti devono essere consapevoli che questo viene fatto per il bene comune».
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