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lo scioglimento delle province

Ravenna o Ferrara? In laguna sembra più forte la voglia di Romagna

Ravenna o Ferrara? In laguna sembra più forte la voglia di Romagna

Comacchio, icittadini non si fanno cogliere impreparati e dicono la loro. E per qualcuno l’entrata di Emilia potrebbe essere vincente

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COMACCHIO. Tra la gente impera ancora molta confusione sul tema delle “Aree Vaste” introdotto dalla Legge Delrio, che prevede il superamento dei confini geografici delle province, in funzione della creazione di macro-aree territoriali. E mentre il presidente della Regione Stefano Bonaccini preme sull’acceleratore, in laguna ci si interroga. «Per ragioni storiche e di appartenenza geografica, Comacchio è più emiliana – commenta Angela Vitale, studentessa 21enne - e deve mantenere il legame con l’entroterra», ma c’è chi la pensa diversamente, come Giada Meris, casalinga 37enne, perché «l’Emilia non ci considera tanto e come area vasta direi sicuramente Romagna, per sviluppare progetti sul turismo e sull’occupazione. Siamo anche più vicini a Ravenna, che a Ferrara». Maurizio Felletti, 35enne in cerca di occupazione si reputa «impreparato sul tema, ma – specifica - chi ne sa più di me dice che si sbilancia verso la Romagna, perché sono maggiori le affinità tra noi e quella realtà». Daniele Vicentini, 43 anni, in cerca di occupazione, ricorda di aver votato «per il sì al referendum del 2013 per Ravenna e ho anche firmato la petizione della Consulta per la difesa dell’ospedale. La Romagna mostra interesse per Comacchio, cosa che finora è mancata dalla politica di Ferrara e Bologna. Sono per la Romagna, più solare e disponibile». Ornella Senni, referente tecnica per un’impresa di pulizie fa notare che «in Emilia ci siamo già, mentre la Romagna è turisticamente più organizzata ed è più avanti di noi». Ilia Carli, casalinga, ritiene che «l’Emilia ci ha preso quello che avevamo, dai reperti archeologici, alle saline, dallo zuccherificio alle scuole e anche gli uffici dell’Enel e del Cadf». Laura Guidi, parrucchiera trentenne, eccepisce che «solo in Romagna i giovani riescono a realizzare tanti progetti e ci sono più prospettive anche per le attività commerciali», mentre Giovanni Finottelli, commerciante ambulante 41enne, avanza una nuova ipotesi. «Il mio timore è che passando all’area vasta della Romagna – dice l’uomo- potremmo diventare la loro serie B. So che per legge la città metropolitana di Bologna non può accorpare altri territori, ma le leggi si modificano e sono previste deroghe. Se ci fossero imprenditori bolognesi disposti ad investire qui, la nostra costa sarebbe l’unico sbocco a mare a disposizione; la Romagna guarda di più a casa sua». Maria Rosa Luciani, casalinga, spiega che «vogliamo provare a cambiare. Con il referendum i comacchiesi si sono già espressi. Siamo realtà unica al mondo e Comacchio dovrebbe essere unica anche nei servizi, fondamentali per il turismo. Romagna, senza dubbi». Claudio Maraldi, commerciante di calzature cervese, ammette che «Ravenna e la Romagna sono all’avanguardia anche per la sanità e non solo per il turismo», mentre il collega comacchiese Natalino Cavallari, guarda a Modena «perché ci sono realtà produttive artigianali ed agricole e non solo l’economia turistica».

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