«A scuola anche i bimbi non vaccinati ma va avvisata l’Asl»
La risposta del ministro della Salute a un’interrogazione firmata dalla deputata ferrarese Paola Boldrini
I bambini hanno diritto di frequentare la scuola, anche se non sono vaccinati. La questione è stata sollevata da una campagna on line promossa da alcuni genitori emiliano-romagnoli dopo la diffusione delle statistiche che hanno evidenziato la riduzione della popolazione vaccinata contro alcune malattie per le quali è prevista la vaccinazione obbligatoria o facoltativa.
La competenza dell’intervento, nei casi di mancata vaccinazione, è delle Asl, alle quali deve essere segnalata l’iscrizione di un alunno non vaccinato. Solo il parlamento potrà modificare questa procedura e renderla eventualmente più stringente per le famiglie dissenzienti.
Lo ha dichiarato il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, in risposta all’interrogazione a risposta immediata presentata mercoledì scorso dalla Commissione Affari Sociali e sottoscritta dalla deputata ferrarese Paola Boldrini, nella quale si chiedeva «quali misure urgenti e concrete intenda adottare» il ministro «per un'adeguata copertura vaccinale che tuteli, senza differenze geografiche, tutta la popolazione». Lorenzin ha ricordato che i dati recentemente forniti dall'Istituto superiore di sanità «descrivono una situazione che non può che destare preoccupazione ed è proprio per porre rimedio a tali criticità che ho voluto fosse elaborato il nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale, attualmente all'esame della Commissione Salute della Conferenza delle regioni», che prevede una campagna informativa sul tema, da includere anche nei programmi delle scuole e dei corsi universitari. «Spetta agli ordini professionali - ha aggiunto Lorenzin - valutare se e quando una mancata prestazione sanitaria possa tradursi in un comportamento deontologicamente non corretto. Quanto alla possibilità che sia previsto il divieto per i bambini non vaccinati di frequentare la scuola dell’obbligo, ricordo che la normativa vigente prevede, nei casi di mancata presentazione della certificazione comprovante l'avvenuta vaccinazione, che il dirigente scolastico comunichi, entro cinque giorni, il nominativo all’Asl di competenza, affinché la stessa intervenga per i tempestivi adempimenti». Un’azione sufficiente a far scattare l'allerta e consentire alle Asl, «informate tempestivamente - ha sottolineato il ministro - di intervenire, senza tuttavia pregiudicare il diritto all'istruzione dei bambini, proprio per evitare che gli stessi siano doppiamente penalizzati.Ogni eventuale modifica al predetto sistema, finalizzata a rendere maggiormente effettiva la copertura vaccinale, non può pertanto che essere rimessa ad una decisione del Parlamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
