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Carife, giudici al lavoro sul crollo delle azioni

Carife, giudici al lavoro sul crollo delle azioni

Cerniglia, consulente di Federconsumatori: il tribunale di Ferrara dovrà dirci il grado di rischio dei titoli venduti dalla banca

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FERRARA. Una resta a Ferrara, le altre due, invece, assieme a tante altre centinaia, a Bologna, al Tribunale delle imprese: sono le cause civili pendenti davanti al tribunale di Ferrara, attivate dagli azionisti Carife e rappresentati da Federconsumatori per i danni dovuti alle perdite delle azioni acquistate negli anni e che dal 2011 erano quotate a 21 euro, due anni dopo scese a 18 per poi cadere in picchiata ad oggi a 27 centesimi.

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Cause civili che continuano a riservare sorprese poichè, la prima causa, quella pilota, la leading case come viene citata da Massimo Cerniglia, consulente di Federconsumatori e tra i massimi esperti italiani nel settore bancario, resterà, invece, a Ferrara in discussione davanti al giudice Stefano Giusberti: il 5 novembre prossimo verrà nominato il perito che dovrà valutare il grado di rischio dei titoli offerti da Carife, se si tratta di rischio alto come viene sostenuto nella causa da Federconsumatori. Carife, la banca nel periodo poco prima e dopo l’aumento di capitale del 2011, al momento della proposta avrebbe dovuto informare i propri azionisti della natura di questi titoli. La leading case deve far luce su un investimento di 500mila euro e non è stata trasferita a Bologna, come accaduto per altre cause pilota per cui il giudice Giusberti si è dichiarato non competente, perchè in una fase processuale troppo avanzata: perchè come spiegava ieri a la Nuova Ferrara il presidente del tribunale Paquale Maiorano, secondo il codice di procedura civile, l’eccezione deve essere sollevata alla prima udienza. Ciò non era stato fatto, come accaduto per le altre cause trasferite a Bologna su richiesta delle difese Carife.

«Processualmente - conferma lo stesso Cerniglia - la leading case resta a Ferrara mentre le altre vanno a Bologna, ma non cambia nulla, il processo resta lo stesso». Cerniglia rassicura i quasi 700 azionisti rappresentati da Federconsumatori che lamentano la perdita di valore, negli anni, delle azioni Carife. Secondo l’ipotesi di Federconsumatori, si tratta di richieste di risarcimento per chi non venne informato adeguatamente al momento della acquisto dei titoli.

A Bologna, dunque, non cambia nulla: «Il merito della causa è lo stesso - ribadisce Cerniglia - e il trasferimento non pregiudica affatto le cause». Anzi, aggiunge Cerniglia «potrebbe essere un vantaggio rispetto quello ordinario discutere un processo davanti al tribunale delle imprese, che offre ulteriori garanzie e maggiori approffondimenti. E il processo del 5 novembre a Ferrara? «Se in senso positivo dovesse accertare un grado di rischio elevato dei titoli, allora il nostro assunto sarebbe confermato e aiuterebbe il pronunciamento di Bologna». (d.p.)

 

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