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Omicidio Tartari, finalmente l’autopsia

Poliziotti davanti al casolare dove è stato trovato il corpo di Tartari
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Poliziotti davanti al casolare dove è stato trovato il corpo di Tartari

Tramite Eurojust è stato notificato l’atto in Slovacchia a Huber, il capo della banda.  Lunedì a Ferrara esami medico-legali

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FERRARA. E’ detenuto in carcere in Slovacchia e non si sa ancora quando verrà estradato in Italia, Huber Sandor/Ivan Pajdek, il capo della banda che ha rapinato e ucciso Pierluigi Tartari, il pensionato 73enne aggredito in casa sua e poi abbandonato moribondo in un casolare, nei pressi di Fondo Reno, dove è stato fatto ritrovare dopo quasi tre settimane dalla sua scomparsa. L’ assenza di Huber dall’Italia però non pregiudicherà gli ultimi e i futuri sviluppi giudiziari, perchè grazie ad Eurojust (organismo europeo di coordinamento giudiziario) è stata notificata a Sandor/Pajdek la fissazione dell’autopsia che si eseguirà il 26 prossimo, lunedì, con l’incarico che verrà conferito alla dottoressa Maria Rosa Gaudio, dopo che nelle settimane scorse vi era già stata una udienza poi slittata per problemi tecnico-procedurali a lunedì prossimo.

Si tratta di una tappa fondamentale per l’inchiesta sulla morte di Tartari, perchè dovrà confermare, avvalorare o smentire ciò che ha riferito l’unico componente della banda che ha confessato l’aggressione/omicidio, Patrik Ruszo, il 19enne slovacco, figlio della badante che lavorava nella casa attigua a quella di Tartari in via Ricciarelli. Ruszo ha riferito in diverse fasi che Tartari era vivo quando è stato abbandonato nel casolare. L’autopsia dovrà stabilire quando e come Tartari è morto, ucciso dai tre «balordi pericolosi» di questa banda che lo ha fatto morire per poco più di 2000 mila euro. Oltre Ruszo e Pajdek-Sandor, arrestati in successione, della banda faceva parte anche Constantin Fiti, 22enne romeno, arrestato per primo da procura e squadra mobile: il gioavne continua a di rsi estraneo alla rapina-omicidio e di aver solo partecipato allo shopping con le carte di credito e bancomat di Tartari.

La famiglia del pensionato ucciso, fratello e sorella assistiti dall’avvocato Eugenio Gallerani, alla notizia della fissazione dell’autopsia hanno espresso soddisfazione: in questo modo si potranno, finalmente, far svolgere i funerali e dare sepoltura al loro caro.

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