Anche nel Ferrarese aperto un punto di riferimento per salvare i Galgo
LONGASTRINO. Maltrattati e poi uccisi nel modo peggiore: impiccati o gettati vivi nei pozzi. E' questa la fine che fanno i Galgos, un levriero nativo della Spagna usato per la caccia alla lepre. Una...
LONGASTRINO. Maltrattati e poi uccisi nel modo peggiore: impiccati o gettati vivi nei pozzi. E' questa la fine che fanno i Galgos, un levriero nativo della Spagna usato per la caccia alla lepre. Una carneficina sotto gli occhi del mondo intero perché non ci sono, a oggi in Spagna, leggi specifiche per la tutela di questi cani. In Italia sono nate diverse associazioni che si sono organizzate per togliere dalla morte sicura questi cani, attraverso l'unico mezzo: l’adozione. Una di queste realtà associative no profit che organizza quest'ancora di salvezza, ha sede a Lugo di Romagna, in provincia di Ravenna: è l'Alma Libre Rescue. Da poco tempo, anche nel ferrarese e precisamente a Longastrino, nel comune di Argenta, c'è un punto di riferimento. È Antonella Capitano, iscritta alla sede di Lugo e anche lei fa parte di quel gruppo di persone che, dopo aver visto e vissuto la realtà dei cani spagnoli, si è organizzata dapprima per contribuire al salvataggio dei cani - e non a caso ne ha adottati due - poi, sta iniziando un percorso di sensibilizzazione per far in modo che altre persone come lei, possano avvicinarsi a questa lodevole iniziativa. «Anche io come altri - racconta Antonella Capitano - sono stata in Spagna per vedere e toccare con mano questa situazione e mi sono convinta che è necessario fare qualche cosa. Anzi, il prossimo 25 ottobre, festeggiamo il primo compleanno dell'associazione Alma Libre Rescue e ci ritroveremo tutti quanti alla villa Golino di Riolo Terme. Sarà questa un'occasione per chiunque per capire cosa stiamo facendo». E se uno vuole delle informazioni? «Può contattarmi al 393 7040307 oppure antonella.capitano@libero.it. Voglio ricordare che lo scorso 19 settembre, siamo riusciti a portare 13 Galgos e chi ha aderito all’adozione, è giunto qui da noi da ogni parte d'Italia». L’associazione mantiene stretti contatti con i volontari nella Protectora in Spagna. “Agiamo in territorio Andaluso - si legge sul sito dell'associazione - dove si constatano i peggiori trattamenti riservati a qualunque genere di animale. La mentalità e le tradizioni del posto, rendono l'animale oggetto di proprietà e bene di consumo. Quindi l'animale non è considerato da compagnia e si possono usare violenze e torture sullo stesso, senza che nessuna autorità intervenga”. Recentemente, i galguero, a causa delle lamentele per l’impiccagione dei levrieri i cacciatori andalusi hanno cominciato a portare i cani non desiderati nei canili o nei rifugi gestiti dalle associazioni di volontari. Ed è qui entra in campo l’associazione Alma Libre Rescue.(g.c.)
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