Da due anni al San Camillo il presidio della Consulta
COMACCHIO. Sono trascorsi due anni da quel 25 ottobre 2013, quando un gruppo di sostenitori della Consulta Popolare per il San Camillo, ha dato vita al presidio permanente nella struttura ospedaliera....
COMACCHIO. Sono trascorsi due anni da quel 25 ottobre 2013, quando un gruppo di sostenitori della Consulta Popolare per il San Camillo, ha dato vita al presidio permanente nella struttura ospedaliera. Un presidio per impedire la conversione di altri reparti in ambulatori, dopo il contestato insediamento della medicina di gruppo. Da allora, nottetempo la Consulta a turni assicura una sorveglianza costante, al fine di scongiurare il paventato insediamento della pediatrica di gruppo nel blocco chirurgico e dando una mano anche alle guardie giurate nelle fasce orarie notturne. «Si capisce che restiamo nel nostro presidio al secondo piano – tuona Manrico Mezzogori, presidente della Consulta - non ci schiodiamo di un millimetro. Sono due anni di lotta, ma sembra che qualcosa finalmente si stia muovendo. Siamo in attesa di definire un percorso condiviso». Evocando i quasi 14 milioni di euro investiti per la ristrutturazione del San Camillo e i due accordi regionali (2001 e 2006) per il suo mantenimento, Mezzogori ammette che «da qualche tempo sono in corso incontri a diversi livelli istituzionali e speriamo che ci sia la volontà di andare avanti, dopo oltre dieci anni senza confronti». Secondo Mezzogori indirizzi strategici e decisioni assunte dalla Conferenza territoriale socio-sanitaria negli ultimi anni non hanno ponderato i bisogni della collettività, ma sarebbero stati calati dall’alto. «I politici regionali – prosegue il presidente della Consulta – devono dare risposte, non solo per il San Camillo, ma anche per Valle Oppio dato che stanno cercando di smantellarlo». A parere di Mezzogori il fatto che solo ora «sembra che qualcosa si stia muovendo» dipende dalla perseveranza delle lotte ultradecennali condotte dalla Consulta e dalla volontà di mantenere un presidio fisso al secondo piano dell’ospedale. «Si è aperto un discorso interessante – conclude Mezzogori senza soffermarsi sui contenuti - e anche la Regione ha riconosciuto l’ammissibilità della nostra petizione per la cessione di un ramo d’azienda ai privati».
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