Ecco come è ridotta la più bella discoteca della provincia
Per i "Luoghi dell'abbandono" stavolta facciamo tappa alla Casbah con le bellissime foto di Devis Ph Vezzaro
LIDO NAZIONI. Fino ai primi anni Novanta era un centro sportivo di una certa esclusività, con una piscina formato terrazza, dotata di un bar e di un’area di un certo respiro, dove spesso e volentieri, la sera si svolgevano feste in musica ed a tema, trasformando la struttura in un’ambita discoteca estiva all’aperto, con la possibilità di scenografiche abluzioni notturne.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12321561:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.12321561:1650587895/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Tutto questo era lo Sporting (ancor prima Le Piscine), a Lido Nazioni, impossibile non vederlo, impossibile non conoscerlo, impossibile non esserci stati almeno una volta, almeno di giorno, per poter dire di essere stati in piscina mentre si era in vacanza al mare. Poi, dalla metà degli anni ’90, la piscina è stata ridimensionata, facendola diventare uno specchio d’acqua con zampilli e colori, l’area calpestabile è stata ampliata, è stata creata una vera e propria terrazza, riempita di specchi, colori, luci, decori ed è diventata una discoteca di tendenza, chiamata Casbah, capace di attirare migliaia di persone nelle sere d’estate ed una clientela esclusiva ed affezionata per alcuni, attesi week end invernali da passare in un luogo che stava scrivendo la storia del divertimento lungo la costa romagnola. Addirittura in alcuni anni era aperta tutta la sere con una variegata proposta musicale all'interno dei vari spazi.
Poi, a metà degli anni 2000, il declino, il cambiamento di giro di persone, il passaggio di mano di varie gestioni che non hanno saputo o potuto seguire il flusso delle mode dell’intrattenimento e quindi la chiusura, costellata da vicende legate ai fallimenti gestionali. Una struttura che a vederla sembra essere stata abbandonata in tutta fretta, dentro, dove i vandali non hanno intaccato i cavi per portare via il rame ed altre cose con un minimo di valore alla rivendita, ma che in certi angoli ricorda la ridondanza e la ricercatezza dell’arredamento di un luogo comunque esclusivo. Fuori, sulle piste all’aperto e teli strappati delle coperture, i tralicci di luci e cavi e lo specchio d’acqua dove dentro è stato sommerso un carrello per la spesa e regno incontrastato di rospi e rane. Da discoteca a luogo di abbandono, ora meta ambita da fotografi di urbano degrado od avventurosi in cerca di ricordi emozionali del tempo che è stato.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12321564:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.12321564:1650587895/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ne avevamo già parlato in un racconto complessivo del degrado dei locali sulla costa, ma stavolta per la nuova tappa dei "Luoghi dell'abbandono" andiamo nel dettaglio sulla Casbah, con le foto dell'interno e dell'esterno dell'ex discoteca di Devis Ph Vezzaro (vedi la pagina Facebook al link https://www.facebook.com/I-luoghi-dellabbandono-872168149502487/ ).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
