«Faremo verifiche legali su Streetfood Village»
Ascom dichiara guerra alla manifestazione gastronomica di piazza Travaglio: «Concorrenza diretta che colpisce gli esercizi proprio nel week end»
FERRARA. Sono andati di traverso, all’Ascom, i bocconcini promessi da Streetfood Village, la fiera del gusto che fino a domenica fa tappa a Ferrara, in piazza Travaglio. “Sono pesantemente #inc..” twitta furibondo il direttore Davide Urban. Ironico, ma non meno amaro, il cinguettìo del presidente Fipe Matteo Musacci nel commentare l’auspicio degli organizzatori che, in caso di lunghe code, gli avventori ripieghino sugli esercizi locali: “Comunque consoliamoci, almeno siamo una seconda scelta”. Potendo disporre di più di 140 caratteri, Urban va oltre, ventilando verifiche legali su un evento che gli appare nient’altro che la fotocopia del mercato europeo tenuto tre settimane fa all’ex Acquedotto, con significativa partecipazione (una decina di stand) di associati Confcommercio: «La nostra era un’iniziativa con alto valore sociale, voluta in una zona disagiata della città. Quella di piazza Travaglio rappresenta invece una concorrenza diretta. Se queste persone vogliono fare ristorazione, allora paghino la licenza di pubblico esercizio, paghino gli affitti, paghino la tassa per l’occupazione di pubblica via come fanno i commercianti. Così non va, c’è qualcosa che non funziona. E mi stupisco della partecipazione dell’assessore Serra».
Tra birra, vino e altre specialità, fa notare invece Musacci, non c’è fine settimana che non risulti occupato da qualche manifestazione. Ed è necessario fare dei distinguo: «Ci sono eventi che coinvolgono i pubblici esercizi, e sono un’opportunità per tutti. E poi ci sono eventi, come questo, organizzati da un’azienda privata in autonomia e senza interessare la città, che invece ci sottraggono la clientela del week end, ovvero nei giorni migliori. E in un periodo statico come questo, senza mostre o altre attrazioni, la maggior parte della possibile clientela è costituita da ferraresi, che facilmente vorranno provare la novità anziché rivolgersi ai locali cittadini. E a risentirne, pesantemente, saranno non solo i ristoranti, ma anche i pub e le enoteche. Senza contare che ormai c’è una manifestazione ogni fine settimane. Questi eventi vanno contingentati, vanno organizzati coinvolgendo gli esercenti per valorizzare il centro. Altrimenti tutto si riduce a gente che viene, incassa e se ne va».
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Giusta la programmazione degli eventi, giusto l’obiettivo di animare la città ma «siamo nel 2016, e il protezionismo è finito da un pezzo - interviene il presidente di Confesercenti, Paolo Benasciutti - Sono libere le licenze, figuriamoci gli eventi. Se per ogni manifestazione devono protestare gli operatori del settore coinvolto, allora è un discorso sterile. È importante, questo sì, che gli eventi non vangano calati dall’alto in modo estemporaneo, ma ci sia una programmazione seria dando la possibilità di partecipare a chi è interessato». Altri sono, secondo Benasciutti, i punti critici: «Mi preoccupano molto di più le finte sagre, che nel Ferrarese sono tantissime, l’abusivismo, l’affitto di camere via internet, al limite dalla liceità. Questi sono i temi su cui porre l’attenzione, il resto sono questioni da orticello».
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