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Il sondaggio tende all’Emilia Gli imprenditori: sì al dialogo

Il sondaggio tende all’Emilia Gli imprenditori: sì al dialogo

COMACCHIO. Emilia o Romagna? La risposa non è scontata. Alle 18 di ieri il sondaggio lanciato dalla Nuova Ferrara (tutti possono votare sul sito www.lanuovaferrara.it) ha visto l’Emilia in testa con...

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COMACCHIO. Emilia o Romagna? La risposa non è scontata. Alle 18 di ieri il sondaggio lanciato dalla Nuova Ferrara (tutti possono votare sul sito www.lanuovaferrara.it) ha visto l’Emilia in testa con il 53% dei voti per tutta la giornata ed anche i commenti die cittadini sembrano andare in direzione opposta al risultato del Referendum del 2013.

Intanto continuano gli interventi. Sulla questione il presidente di Comacchio è turismo, Ted Tomasi. «Come operatori del Delta siamo consapevoli della delicatezza del tema, e siamo preoccupati per come la politica lo sta interpretando. Non può ridursi ad un problema di gestione verticistica del potere ma un consapevole riordino delle aspettative e delle prerogative che le economie dei territori impongono», spiega Tomasi, che aggiunge, «potremmo mai non porre la questione del completamento di un adeguato asse stradale adriatico vista la pericolosità della Romea e le esigenze delle mobilità dettate dalle economie legate alla pesca, all’agricoltura e al turismo? Nessun contesto possibile può negare all’assetato di poter cercare di bere. Il tema non è perciò quello se Modena può arrivare al mare o se la costa non riconosce più Ferrara come capoluogo. Sono due sciocchezze entrambe. Noi abbiamo bisogno di strumenti di crescita per stare sui mercati internazionali; abbiamo bisogno di un riconoscimento nazionale di area strategica, perché il Delta del Po compreso tra Ravenna, Ferrara e Venezia è già una potenza economica se unito alle città e lo potrà essere di più se avrà le possibilità di esplicitare le proprie potenzialità. Per far questo occorrono politiche condivise e uomini capaci di esprimerle ed esplicarle, competenti e riconosciuti dalle proprie comunità, fortemente rappresentativi, al di là dei ruoli, degli interessi locali ma capaci di visione d'insieme ampia. Perciò prima di chiederci con chi stare proviamo a comprendere come comunità larga chi siamo e cosa potremmo e vorremmo fare. Apriamo un ampio e sereno dialogo».

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