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«Un tratto di strada troppo spesso teatro di tragici eventi»

«Un tratto di strada troppo spesso teatro di tragici eventi»

Romea ancora nel mirino dopo la morte di Schiavoni Tornati a Lagosanto i figli dell’uomo. La moglie in ospedale

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LAGOSANTO. L’intera comunità di Lagosanto nello sgomento dopo la morte di Ferruccio Schiavoni. Come tre mesi fa, quando a morire è stata la laghese Orianna Bigoni, anche in questo caso la causa è un incidente avvenuto sulla pericolosa statale Romea all’altezza dell’incrocio con via Valli Basse a poche centinaia di metri da Rotta Zambusi. Il pensionato non è sopravvissuto allo schianto contro con un camion che procedeva sulla 309 in direzione Venezia.

La notizia della sua morte ha gelato il pomeriggio degli abitanti di Lagosanto. Ha lasciato gran parte del paese senza parole perché la famiglia è molto conosciuta e stimata. Originari proprio del paese del Basso Ferrarese, dopo una vita passata fuori Lagosanto, lui e la moglie avevano deciso di far ritorno nel luogo natio. Era qualche anno che erano tornati da quando Ferruccio aveva raggiunto la pensione. Lui aveva scelto il piccolo paese per prendersi cura della moglie, Lina, gravemente malata e bisognosa della sua assistenza. Lo si vedeva in questi anni spesso passeggiare per le vie di Lagosanto, sempre in compagnia di un cagnolino giovedì lasciato a casa per far compagnia alla moglie. Una presenza che però non ha potuto rendere meno amara la notizia portata a casa e, anche considerate le sue condizioni di salute, è stata trasportata in ospedale dove è stata ricoverata.

Giovedì sono stati avvisati anche i due i figli della coppia entrambi fuori Lagosanto. Appena saputa la notizia il figlio che si trovava in Thailandia, dove si è trasferito da ormai diverso tempo, ha preso il primo aereo per l’Italia dove arriverà per stare vicino alla madre al fratello. L’altro, meno distante da casa, ieri è arrivato a Lagosanto.

Il nuovo incidente sulla Romea ha riportato nuovamente alla luce la pericolosità di quel tratto della statale che, come ha ricordato il sindaco Maria Teresa Romanini e gli attivisti del gruppo social “Una luce per la vita” (nato dopo la morte di Oriana Bigoni che ha attivato una raccolta firme per poter sensibilizzare le persone sulla pericolosità dell'incrocio di Rotta Zambusi), è troppo spesso teatro di eventi tragici e luttuosi e per la quale non bisogna mai abbassare l’attenzione e muoversi in modo che quel tratto di strada venga considerato e segnalato come pericoloso e ad alta percentuale di incidenti. Di certo c’è solo che il tratto difetta di una segnaletica adeguata.

Maria Rosa Bellini

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