Acqua calda e gas, misteri legati al sisma?
Ricerche ferraresi sull’eventuale connessione tra i terremoti e gli attuali fenomeni di Medolla, Ponte Rodoni e Crevalcore
In un pozzo a Medolla nel modenese in questi giorni l’acqua ha raggiunto la temperatura di 53 gradi anche con la presenza di gas. In un canale di Ponte Rodoni nel bondenese si è verificata domenica scorsa una consistente morìa di pesci probabilmente dovuta ad anossia per la presenza di gas. Analogo fenomeno di presenza di acqua bollente si è registrato in un pozzo di via Dante a Crevalcore nella bassa bolognese dove la temperatura ha anche raggiunto una massima di 33 gradi.
Su questi misteri naturali, avvenuti in zone sismiche stanno studiando con attenzione sia l’Ingv, l’istituto di vulcanologia, che i tecnici dalla regione Emilia Romagna e sia dall’università di Ferrara con ricerche condotte dalla professoressa Carmela Vaccaro. Si cerca di capire se vi siano correlazioni tra le scosse sismiche e questi eventi di riscaldamento, anche se una risposta a questo collegamento ancora scientificamente non c’è.
«Stiamo effettuando delle ricerche - spiega Carmela Vaccaro, esperta in georisorse e che da anni sta studiando questi fenomeni, ancora prima del terremoto del 2012 - per raccogliere più dati possibili su questi fenomeni, non abbiamo però ancora una banca dati sufficiente per poter stabilire se possano esserci eventuali correlazioni tra questi eventi di surriscaldamento e le scosse sismiche. Al momento non si può dire, e sarebbe azzardato trarre conclusioni nell’uno e nell’altro senso. Stiamo effettuando uno studio su scala regionale per capire queste dinamiche. Le cause che possono far salire l’acqua fossile più o meno ricca di metano sono essenzialmente due: naturali, cioè legate a delle fratture che collegano la superficie con le aree profonde del sottosuolo o a pozzi abbandonati metaniferi, chiusi nel 1962 a causa della subsidenza. Nel caso del pozzo di Medolla non ci sono pozzi abbandonati e quindi la causa probabile è una discontinuità che collega la superficie con le aree più profonde. Non ci sono informazioni al momento per dire che il riscaldamento possa essere connesso all’attività sismica».
Anche i tecnici dell’Ingv stanno tenendo sotto controllo tutti questi eventi, senza creare allarmismi, ma lo studio va fatto anche per trovare nuovi riscontri, come ha sottolineato Fedora Quattrocchi, impegnata nelle ricerche di questi giorni in Emilia.
«Il fenomeno di Ponte Rodoni - continua Vaccari - è la dimostrazione che la morìa di pesci è stata provocata, non tanto da un avvelenamento, ma dalla presenza di gas nell’acqua salito dal sottosuolo, anche perché per contro non si è registrata una morìa di rane, gli anfibi infatti si sono salvati».
Ieri pomeriggio intanto i tecnici e i ricercatori hanno fatto un altro sopralluogo nel pozzo di Medolla per monitorare ancora la situazione del surriscaldamento dell’acqua.
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