«L’albero in vetro di Murano? Sarà il simbolo del Natale»
Se i contributi per le luminarie agitano i palazzi del potere, lo sbarco del rivoluzionario albero di Natale in vetro di Murano ha fatto “esplodere” i social network. Una valanga di commenti,...
Se i contributi per le luminarie agitano i palazzi del potere, lo sbarco del rivoluzionario albero di Natale in vetro di Murano ha fatto “esplodere” i social network. Una valanga di commenti, soprattutto su Facebook, hanno accolto la notizia della sostituzione in piazza della Cattedrale, per quest’anno, della giubilazione dell’abete natalizio pubblico, con la maggioranza schierata in favore della tradizione ma non poche aperture alla novità, all’insegna del motto «aspettate di vedere prima di criticare». Ma com’è stata partorita questa idea indubbiamente ardita, che tra l’altro costa 25mila euro? «Abbiamo curato l’esordio dell’albero, nel 2007, in piazza San Marco, portando tra l’altro il Jazz Club all’inaugurazione, e siamo sicuri che, pur rispettando il parere di chi si appella alla tradizione, diventerà il simbolo del Natale ferrarese 2015: sfido qualsiasi turista a non fotografarlo» dice Alessandro Pasetti, di Made eventi, la società che assieme a Delphi International e Spadoni Mauro, ha vinto la gara per l’organizzazione delle feste di Natale e Capodanno. L’albero è stato realizzato quell’anno dall’artigiano di Murano Simone Cenedese, «voleva costruire un’opera sua, molto caratterizzata» spiega Pasetti; è alto 8 metri più un basamento di mezzo metro, per 3 di diametro, ed è costituito da mille tubi di vetro di vari colori.
Il suo valore assicurato? «Dobbiamo ancora definirlo, perché dipende anche dal contesto in cui viene esposto - spiega ancora l’organizzatore di eventi - Le misure di sicurezza anti-vandali non mancheranno: a parte le webcam che terranno d’occhio l’albero 24 ore su 24, e le transenne a otto metri, da concordare con la Soprindentenza, c’è un accordo con la Fiera del Regalo per utilizzare i loro vigilantes notturni anche per la sicurezza dell’albero». Per gli organizzatori si tratta di un investimento, «i grossi sponsor ormai sono attratti solo dagli avvenimenti di grande impatto, e indubbiamente questo lo è» fa presente Pasetti. A quanto sembra, un importante riscontro da questo punto di vista è già arrivato.
Il primo anno dei tre previsti dal bando è comunque sperimentale, si valuteranno anche le reazioni dell’opinione pubblica prima di decidere se riproporre o no l’albero di vetro. Di certo la programmazione triennale ha consentito alla cordata vincitrice della gara (91punti contro gli 81 di Prestige group di Milano e 54 di Delta Input di Goro) di sperimentare: tra l’altro le «azioni innovative» conferivano un bonus in sede di valutazione, e l’offerta di 530 fili di luminarie, dei quali 300 aggiuntivi (il massimo), ha fruttato 21 punti.
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