La rinascita di San Biagio
La chiesa danneggiata dal sisma riapre oggi dopo le opere di restauro
20 maggio 2012 - 25 ottobre 2015. Dopo tre anni e cinque mesi dal sisma la chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio ritorna a rivivere e sarà riaperta definitivamente al culto. L'opera si è potuta concretizzare grazie alla tenacia e agli sforzi del parroco don Renzo Foglia, vera anima della comunità di San Biagio, in collaborazione con l'architetto Gabriele Pivari della Soprintendenza Belle Arti, gli ingegneri don Stefano Zanella e Nicola Gambetti, l'architetto Bellino Galante e l'impresa Ibf di Ferrara coordinata da Daniele Chiereghin. L'inaugurazione ufficiale avverrà questa mattina, alle 10, con la celebrazione della messa officiata dall'Arcivescovo di Ferrara - Comacchio monsignor Luigi Negri che, racconta don Renzo alla Nuova, «ha visitato la nostra parrocchia per la prima volta quando era ancora un giovane sacerdote».
Un restauro che ha messo a dura prova la comunità che si è stretta attorno al parroco e si è rimboccata le maniche nel corso di questo lungo periodo. «È stato un momento molto difficile - continua don Renzo - perché la chiesa era diventata inagibile subito dopo la prima scossa. La facciata, infatti, aveva picchiato pesantemente contro i muri laterali creando notevoli danni alla struttura, alla navata, agli affreschi e alle cappelle, con la presenza di una grossa crepa nella facciata. Anche il quadro della Madonna di Pompei, posto al centro chiesa, aveva subìto notevoli danni: dietro al quadro abbiamo trovato una nicchia che era stata chiusa solo con dei mattoni, senza contare gli affreschi segnati profondamente con una serie di linee bianche che avevano sostituito il colore saltato via».
E lo stesso campanile aveva subito lesioni. «Sono ormai quindici anni che le nostre campane sono in silenzio e, fra poco, torneranno a suonare appoggiando su una nuova struttura». Oltre alle tre campane, Don Renzo, infatti, ha donato una quarta in memoria della sua mamma, scomparsa poco tempo fa, ora visibile in cima alla torre del campanile. «È stato un periodo lungo e difficile in cui i fedeli hanno affollato le funzioni domenicali celebrate nel teatro della parrocchia, cui ho dovuto aggiungere una terza messa per il grande afflusso di parrocchiani. Devo anche ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato, giorno dopo giorno, compresi i parroci che ci hanno ospitato per celebrare i nostri matrimoni e i funerali».
E nella cripta degli Aldighieri è stato riportato in luce l'antico pavimento di cotto eliminando l'umidità grazie all'installazione di nuove pompe sommerse. «Finalmente possiamo rientrare nella nostra casa, la casa del Signore, quella di tutti i nostri parrocchiani».
Federica Achilli
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