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«Ciao Ivan, eri il nostro gigante buono»

«Ciao Ivan, eri il nostro gigante buono»

Commozione e incredulità per la morte del bagnino 43enne che ha perso la vita in una terribile caduta con la moto

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LIDO ESTENSI. Sgomento, dolore, incredulità e rabbia accompagnano in queste ore i commenti degli amici di Ivan Carli Ballola, "il gigante buono", come lo definisce Martina Scavasson sulla pagina Facebook "”At sia ad Magnavaca se…”, dopo che si è diffusa la notizia dell’incidente in cui ha perso la vita il bagnino. Il 43enne comacchiese ha perso il controllo dell'Honda CBR 1000 in sella alla quale stava percorrendo la via Sant’Alberto, in località San Romualdo, dopo il ponte che attraversa il fiume Lamone. Una caduta che non gli ha lasciato scampo. Lungo il rettilineo, in prossimità del drammatico schianto, restano ancora le tracce di sangue di Ivan, giunto verso le 17.30 di sabato, purtroppo ormai senza vita all'ospedale di Ravenna.

«Era il mio migliore amico - ricorda con dolore Fabio Beltrami -, ci conoscevamo da una vita e condividevamo la passione per la palestra, oltre al lavoro come bagnini di salvataggio».

Profondamente scosso anche Nicola Bocchimpani, presidente dell'Asbalneari che raggruppa gli stabilimenti balneari dei lidi Nazioni, Pomposa e Scacchi, ammette che «ho riconosciuto la moto nella foto sul giornale e sono ancora sconvolto. Ivan si recava anche al lavoro in moto - prosegue Bocchimpani -, prendeva di petto i problemi, li affrontava con il cuore. Era il coordinatore dei bagnini del Cus, un punto di riferimento per tutti, un bagnino molto esperto con la passione per la moto, ma soprattutto per il suo lavoro che viveva come una missione».

Sempre su Facebook lo ricorda il collega Nicola Bellotti: «Lo conoscevo sul lavoro, avendo fatto il bagnino, sia per strada, essendo motociclisti entrambi e una volta tolto il casco ho sempre trovato una voce amica, consigli utili, tante chiacchiere, tante risate».

Dopo che nella tarda serata di sabato la tragica notizia era rimbalzata dai bar della costa alla rete, anche il sindaco Marco Fabbri ha voluto testimoniare il proprio cordoglio sulla pagina Facebook istituzionale, unendosi al dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi di Ivan, «giovane comacchiese, che ha dedicato tanti anni al servizio di salvataggio in mare, prodigandosi a salvare vite umane con spirito di abnegazione e professionalità. Un abbraccio - aggiunge il sindaco comacchiese - ai parenti e ai bagnini che hanno perso un amico e collega prezioso». In attesa del nulla osta per la celebrazione dei funerali, sono in tanti ad esprimere dolore e costernazione per l'improvvisa scomparsa del 43enne comacchiese, che da qualche tempo viveva a Lido Estensi con la fidanzata Manuela.

«Era in servizio nel nostro bagno nell'estate 2013, quando ha salvato due bimbi in mare - commenta Sara Bonazza, titolare del bagno Delfinus del Lido Scacchi -, ma anche se era diventato coordinatore dei bagnini era sempre presente. A inizio stagione aveva aiutato mio padre a sistemare la spiaggia, siamo sconvolti, era un amico di tutta la famiglia. Si era fidanzato con la cugina della mia migliore amica, che stava lavorando quando è avvenuto l'incidente. Ancora stento a credere a quello che è successo».

Tra le tante attestazioni di vicinanza anche quella di Consiglia Morese, che manda «un abbraccio a tutta la famiglia».

Katia Romagnoli

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