L’Avis Portomaggiore da 50 anni aiuta chi soffre
Le celebrazioni per il mezzo secolo di attività della sezione donatori di sangue Grande partecipazione e dedicati ai volontari un monumento e un libro
PORTOMAGGIORE. Sobrietà e orgoglio. La festa che si è svolta ieri per i 50 anni dalla fondazione di Avis Portomaggiore (avvenuta nel 1965) è stata non solo un momento per ricordare le origini di una sezione attivissima sul territorio, ma soprattutto per ribadire la crescita di un'associazione capace di resistere alle difficoltà degli ultimi anni. La sobrietà è riscontrabile nel lavoro di tutti i giorni, mostrato durante la messa nella chiesa collegiata e riscontrato durante il corteo per le vie della cittadina. L'orgoglio è di un movimento intelligente nel rinnovarne la guida durante questo mezzo secolo attraverso nuove idee e innovazioni. I vertici portuensi si sono ritrovanti ieri mattina, insieme ad altre sezioni provinciali e ai responsabili provinciali, davanti al municipio. Il corteo dei labari è stato accompagnato dal Palio portuense e da alcune autorità cittadine, quali il sindaco Nicola Minarelli e i rappresentanti di carabinieri e vigili del fuoco. La messa è stata officiata da don Giuseppe Negretto, il quale ha tenuto particolarmente, prima dell'arrivo del nuovo arciprete don Ugo Berti, a celebrare la funzione per questa ricorrenza. Al termine, i vessilli sono stati portati per le strade del centro portuense, con al seguito sia gli associati, sia molti cittadini. Prima tappa esterna del corteo è stato il monumento ai caduti civili e militari di Parco Prati, dove - al suono del Silenzio - è stata depositata una corona di alloro in ricordo dei donatori scomparsi al suono. Successivamente, vi è stato il trasferimento in via Eppi a pochi passi dalla sede Avis, dove è stato inaugurato il monumento che ricorda i 50 anni dalla nascita dell'associazione. Al taglio del nastro, vi era anche la consigliera regionale Marcella Zappaterra. «Voglio ringraziare - ha detto il presidente Valentino Ruiba - alcuni nostri volontari per la realizzazione di questo monumento, ovvero Mauro Guarnieri e Livio Bottoni. Un sentito grazie va anche alla signora Matteuzzi per il disegno. Il sindaco Minarelli è stato molto vicino alla sua costruzione, cercando di accelerare le fasi burocratiche. Non vanno dimenticati nemmeno il geometra Gallini, sempre a disposizione di Avis per qualsiasi supporto tecnico oltre all'accreditamento della nostra sede, e il geometra Guarnieri dell'ufficio tecnico comunale». Terminata la cerimonia davanti al monumento, è iniziato il pranzo comunitario al Centro sociale dell'Olmo, dove sono state consegnate le benemerenze agli associati e presentato il libro sui 50 anni della sezioni compilato dall'ex presidente Giacomo Cenacchi.
Enrico Menegatti
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