Reato di tortura, impegno del Pd
Greghi: ma la Lega non c’era quando si è votato in consiglio
CENTO. “Il reato di tortura: il valore sociale e umano di una legge indispensabile”. È questo il titolo dell'iniziativa organizzata dal Pd di Cento che si svolgerà a Casa Pannini, sabato 7 novembre alle 18. Protagonisti e relatori dell'incontro, l'avvocato Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi. Ad annunciare gli ospiti, il saluto del sindaco Lodi, e l'intervento di Ivan Greghi (responsabile provinciale Pd legalità e diritti), e di Marina Govoni (rappresentante Amnesty International). Moderatrice dell'incontro, Paola Benedetta Manca (giornalista de Il fatto quotidiano). Dopo l'approvazione all'unanimità dell'ordine del giorno, presentato dal consigliere Pd Massimo Mattioli, con cui il consiglio s'impegna a chiedere al governo di introdurre, nell'ordinamento giuridico italiano, il reato di tortura, il Pd di Cento propone un'importante iniziativa sul tema. Un incontro, precisa il segretario comunale Pd Ivan Greghi - «per focalizzare l'estrema necessità che questo Paese ha di un norma positiva che metta la parola fine alle scene di tortura che hanno macchiato l'immagine dell'Italia, ormai fanalino di coda in questo ambito. Dopo che la Corte di Giustizia ha statuito la necessità di una modifica all’ordinamento italiano a seguito della sentenza Diaz, non è più possibile temporeggiare. Legalità e diritti devono essere una responsabilità politica e morale senza se e senza ma. La politica si prenda quindi la responsabilità di portare avanti in maniera seria e competente il processo legislativo fine alla stesura di una legge appropriata, aprendo il dialogo con gli esperti del settore». Per questo motivo, al tavolo del dibattito, siederà «chi da tempo è protagonista di questo percorso, come Ilaria Cucchi, e il suo legale l'avvocato Anselmo, ma anche Amnesty che da anni sta portando avanti questa battaglia». Poi da Greghi, una sferzata alla Lega Nord: «Mentre Salvini si schiera con le uniformi anche quando sbagliano, non ho potuto avere la soddisfazione di vedere come il capogruppo leghista Magagna (assente in aula, ndr.) avrebbe votato all'odg del reato di tortura». (b.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
