La Nuova Ferrara

Ferrara

Tensioni sul PalaSpecchi In ballo ci sono 40 milioni

di Marcello Pradarelli
La Lega Nord  al Palazzo degli Specchi
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La Lega Nord al Palazzo degli Specchi

La Lega spinge per lo sgombero degli abusivi. Tagliani risponde ironico su Twitter. L’assessore Fusari: «Stop sceneggate, vicino l’accordo per demolire e costruire»

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La Lega Nord spinge per lo sgombero degli abusivi dal PalaSpecchi. Il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore Roberta Fusari spingono per la demolizione. Può sembrare paradossale, una sorta di gioco allo scavalco, a chi la spara più grossa. Ma non è così. La polemica imbastita dalla Lega, con tanto di breve occupazione dell’immobile sabato pomeriggio e minaccia di occupare il 2 novembre il consiglio comunale se Tagliani non fa prima piazza pulita al PalaSpecchi, va a intersecarsi con la costituzione del fondo immobiliare che dovrà buttare giù alcuni pezzi degli Specchi per costruire 260 alloggi destinati all’housing sociale e realizzare altri interventi per un investimento tra i 40 e i 50 milioni di euro.

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La fase è molto delicata e l’irritazione a Palazzo Municipale per le pungenti azioni promosse dalla Lega è notevole. Dovesse, per qualche motivo, non andare in porto l’accordo sul fondo immobiliare, la tormentata vicenda del Palazzo degli Specchi tornerebbe ad avvitarsi su se stessa. Tagliani usa il sarcasmo su Twitter: #palaspecchi: problema risolto, lodi occupa, alan fabbri compera, salvini ristruttura ! un triplo urrà x la #lega nord!. Al sussurro sul web il sindaco fa seguire un commento assai più preoccupato al telefono: «Siamo alla fase finale e questo carosello non solo non serve a nulla, ma rischia di fare solo un gran danno. Ma alla Lega interessa evidentemente solo la reclame».

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Serve un passo indietro per spiegare paure e irritazioni. A seguito di una manifestazione estiva della Lega davanti al PalaSpecchi e di un esposto per denunciare lo stato di degrado, l’Asl ha fatto a settembre un’ispezione, cui è seguito un verbale consegnato al Comune un mesetto fa in cui si fotografa la situazione: erba alta, cartacce, sporcizia, recinzione metallica in parte forzata, infissi mancanti o rotti qua e là, presenza di colombi...Per farla breve una situazione «sicuramente antigenica» alla quale i proprietari debbono rimediare per eliminare «i rischi per la salute pubblica».

Ma tocca al Comune avvisare e diffidare la proprietà, vale a dire la società Ferrara 2007 costituita dalla famiglia romana dei Parnasi per rilevare il PalaSpecchi e ristrutturarlo da capo a piedi sulla base di un accordo stretto a Palazzo Municipale nel dicembre 2011 e della convenzione firmata davanti a un notaio di Ferrara il 9 gennaio 2013.

Ed è proprio Ferrara 2007 che insieme alla Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr e ad Acer deve dare vita al fondo immobiliare che avrà il permesso per demolire (in parte) il PalaSpecchi e per costruire.

Il Comune si trova nella scomoda posizione di chi deve sollecitare un intervento di risanamento ambientale e di sgombero di abusivi allo stesso soggetto imprenditoriale che deve contribuire in modo decisivo a rimarginare una ferita urbanistica che sanguina da 25 anni.

E questo proprio nella fase più delicata, quella che precede la stretta finale per la costituzione del fondo immobiliare, quando gli accordi di carattere generale si debbono tradurre in numeri, impegni precisi, in garanzie, in assicurazioni sulla qualità dell’intervento e sulla sua collocabilità sul mercato.

L’assessore all’urbanistica Roberta Fusari, che al PalaSpecchi ha dedicato molte energie in questi anni, è sulle spine quanto e più di Tagliani: «Noi stiamo lavorando per costruire qualcosa di nuovo e importante, loro - il riferimento è ai leghisti - solo per bloccare tutto e per sempre. Siamo più avanti di quanto si pensi, sul fondo immobiliare si deve chiudere entro dicembre, il lavoro sta procedendo, ma con queste sceneggiate si alza solo il livello della tensione. Non credo che un privato demolisca e ricostruisca solo perché lo dice la Lega - incalza ancora l’assessore Fusari - stiamo parlando di un intervento di alta complessità, di un’operazione da 40 milioni di euro con il sostegno della Cassa Depositi e Prestiti».

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