Appello a Mattarella per la ballerina contesa
Il legale della mamma della giovane scrive a Capo dello Stato e ministro Orlando. L’avvocato Miraglia: una colpa essere nata da genitori che non vanno d’accordo?
FERRARA. «A pagare è soltanto una ragazzina di 14 anni, che non vuole nulla dalla vita se non poter ballare». L’avvocato romano Francesco Miraglia non scomoda articoli e codici, e neppure il gergo forense nella lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro della Giustizia Andrea Orlandi. Lettera con la quale ha deciso di perorare pubblicamente, rivolgendosi ai più alti livelli istituzionali italiani, la causa della quattordicenne ferrarese al centro di una contesa legale tra i genitori che ha coinvolto il tribunale di Roma.
Proprio una sentenza del tribunale capitolino la obbligherebbe ad iscriversi in una scuola di danza della capitale, peraltro già frequentata negli anni scorsi. Ma a cambiare le cose è stato l’ok per l’accesso al 4° corso di un istituto di danza milanese, che la giovane vede come un possibile trampolino di lancio per alcune scuole internazionali di alto livello.
Miraglia rappresenta la madre della ragazzina e spiega che la sentenza del Tribunale di Roma «ha stabilito che la giovane debba allontanarsi dalla mamma e frequentare una scuola romana», aggiunge Miraglia, ma «lei si rifiuta (di eseguire l’ordine del giudice, ndr) e si chiude in casa, la madre viene denunciata penalmente per non aver ottemperato alle disposizioni del giudice, la ragazza teme ogni squillo del campanello, terrorizzata che la portino di forza nella capitale. A nulla è valsa la nomina da parte del Tribunale di una tutrice, col compito di convincerla a trasferirsi a Roma. La giovane è ferma nella sua volontà di studiare Milano». Scuola dell’obbligo compresa. Da mesi la storia gira sul web, dove si è anche costituito un gruppo di sostegno alla causa della ragazzina.
A Mattarella il legale chiede «che la giustizia venga amministrata in modo equo e che non si dimostri, come purtroppo succede molte volte, forte con i deboli e debole con i forti». L’appello rivolto al ministro Orlando è più circostanziato e concreto: «Ciò che si sta facendo a questa ragazzina non è giustizia - scrive Miraglia - Sta vivendo peggio che se fosse stata condannata alla detenzione carceraria, senza però aver commesso reato alcuno. Può dirsi una colpa quella di essere nata da due genitori che non vanno d’accordo?». Le difficoltà pratiche per sciogliere tutti i nodi della vicenda sono evidenti. L’avvocato li descrive nella parte finale dell’appello. «A Roma (la giovane ballerina, ndr) non ci vuole andare e nessun’altra scuola può accettarne l’iscrizione senza il nulla osta del Tribunale – scrive il legale al ministro - In questo caso non si ravvisano reati, né maltrattamenti che imporrebbero – quelli sì – il giusto allontanamento della giovane dalla casa materna. Decida di convocarci – conclude il testo - per ascoltare dalle sue stesse parole lo strazio e l’angoscia che questa ragazzina sta vivendo».
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