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Aree Vaste solo sulla carta Comuni senza indicazioni

Aree Vaste solo sulla carta Comuni senza indicazioni

La decisione entro fine anno e per Ferrara la situazione è complessa I confini poco rigidi potrebbero portare problemi alla governance

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COMACCHIO. Il problema c’è e si vede. E con il passare del tempo la questione Aree Vaste potrebbe diventare motivo di “scontri” e polemiche. Il motivo? La Regione chiede di decidere entro la fine dell’anno da che parte stare (Emilia o Romagna?) e per Ferrara e la sua provincia la decisione è tutt’altro che facile. «La Regione deve indicare chiaramente se si tratta di Aree Vaste geografiche dai confini rigidi o se si può parlare di Aree tematiche», il “tormentone” dei sindaci in queste settimane. Risposte? Al momento nessuna. La legge di riordino istituzionale della Regione Emilia Romagna, attua la legge Delrio (56/2014) e prefigura anche un nuovo modello di governo territoriale che pone le basi per la realizzazione di Aree vaste interprovinciali fondate, e qui va posta l’attenzione, sull’aggregazione funzionale tra Province. I territori provinciali, secondo la legge, potranno “fare sistema” per sviluppare al meglio nuove strategie territoriali e gestire i servizi in modo unitario (ad esempio in materia di turismo, trasporti o protezione civile), in linea con le esigenze di cittadini e imprese. In questo quadro, emerge il ruolo strategico affidato alla Città metropolitana di Bologna, sia in riferimento all’area bolognese, sia sull’intero territorio (hub regionale). Valorizzate anche le Unioni di Comuni, come perno dell’organizzazione dei servizi di prossimità al cittadino. Forte spinta anche alle fusioni di Comuni, che ne ridurrà ulteriormente il numero. La legge individua nuovi e più appropriati modelli organizzativi (Agenzie) per le funzioni in materia di ambiente, energia, sicurezza territoriale e protezione civile, puntando su unificazione, razionalizzazione e semplificazione delle competenze di ciascun livello di governo. In particolare, opera un rinnovamento nell’organizzazione di Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente) che diventerà le nuova “Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia” e unifica in capo all’Agenzia regionale di protezione civile anche le funzioni di sicurezza territoriale. Per assicurare un importante presidio sulle politiche formative e di sostegno al lavoro, la legge, infine, istituisce l’Agenzia regionale per il lavoro.

Mentre, dunque, per realtà quali quella di Ravenna, Rimini, Folrì/Cesena, così come per la parte Emiliana, il problema non si pone, il nostro territorio vedrebbe nel caso di “divisioni” grossi problemi per quel che riguarda la “governance” ed il rischio potrebbe essere quello di forti dispersioni.

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