«Non ci avete ancora dato i progetti»
L’assessore regionale Costi risponde a monsignor Negri che aveva criticato i tempi lunghi per la riapertura delle chiese
Le affermazioni del vescovo Negri all’inaugurazione del tempio di San Biagio, riaperto domenica dopo oltre tre anni, nelle quali accusava le autorità di lungaggini burocratiche e di mettere i bastoni tra le ruote al progetto della ricostruzione post sisma, hanno trovato l’immediata replica della Regione. L’ente pubblico si è sentito chiamata in causa dalle critiche mosse dal vescovo dal pulpito.
« È sempre spiacevole - replica l’assessore regionale Palma Costi - utilizzare sedi diverse per confrontarsi sui tanti problemi da affrontare nella ricostruzione post sisma, tuttavia mi corre l'obbligo precisare, e in alcuni casi integralmente confutare, quanto detto dal vescovo sulla Nuova Ferrara di lunedì. Delle 14 Chiese del centro cittadino “ancora inagibili” nessuno degli interventi indicati è fermo a causa di impedimenti conseguenti a lungaggini burocratiche imputabili alla struttura tecnica del Commissario bensì al ritardo nella presentazione di documentazione tecnica progettuale in capo alla stessa Arcidiocesi. Lo scorso 17 aprile ho incontrato personalmente il vescovo Negri, con la sua struttura tecnica, e in quella occasione sono state affrontate in modo puntuale tutte le criticità per addivenire alla loro soluzione».
Le risorse che il Governo ha destinato alla prima fase del programma della ricostruzione, precisa Costi, non coprivano l'intero ammontare dei danni rilevati sugli immobili (per cui nella attuale legge di stabilità sono state chieste al governo ulteriori risorse). Nella predisposizione dei Piani attuativi fu chiesto ai singoli soggetti attuatori di individuare in base al budget assegnato quali fossero gli interventi prioritari da finanziare. Come si può rilevare dalle tabelle a lato inviate dalla Regione, delle 14 chiese ancora inagibili, per 7 si è in attesa del progetto esecutivo che compete alla struttura tecnica della Diocesi di Ferrara.
«Probabilmente il vescovo - continua l’assessore regionale - non ha avuto dai propri organi tecnici tutte le informazioni circa la reale situazione dei propri immobili che risulta ben diversa da quella rappresentata. D'altro canto dispiace anche evidenziare che i tecnici della diocesi di Ferrara non hanno mai partecipato, a differenza anche dei tecnici di altre Diocesi, al tavolo tecnico di "tutoraggio" istituto dal Commissario attraverso la propria struttura per confrontarsi proprio sulle procedure e problematiche inerenti la velocizzazione della pratiche in corso. Auspico in futuro che si possa continuare a dialogare, così come facciamo quotidianamente con tutti i soggetti attuatori, per condividere le difficoltà ed affrontare insieme le possibili soluzioni per arrivare insieme alla conclusione di questa complessa ed impegnativa fase di ricostruzione».
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