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Caos al pronto soccorso di Cona: protestano per l'attesa, sette persone bloccano l'attività

Al Pronto soccorso a Cona
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Al Pronto soccorso a Cona

Tutto è partito dalle lamentele di un paziente, e poi è stata baruffa per più di un’ora martedì mattina. Sono intervenute polizia e guardie giurate. La relazione degli inquirenti inviata in procura: ipotesi di interruzione di pubblico servizio

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FERRARA. Per circa un’ora e mezza ieri mattina il pronto soccorso dell’ospedale di Cona è rimasto ostaggio di urla, liti e scambi di insulti, un trambusto sfociato nell’identificazione di sette persone da parte della polizia e nell’invio di una relazione all’autorità giudiziaria perché valuti l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio.

Un “incendio” di proteste che le forze dell’ordine, le guardie giurate e il personale medico e infermieristico hanno infine spento a fatica, e che ha avuto come prima scintilla le vivacissime lamentele di un signore che, con la flebo al braccio e sofferente, si è spazientito per la lunga attesa ed è esploso in una violenta crisi nervosa. Ma era solo l’inizio. Il peggio è venuto dopo, perché l’esasperazione e la perdita di controllo si sono diffuse come un contagio. Chi ha preso le difese del paziente e ha polemizzato con il personale medico e paramedico, chi si è messo in mezzo pretendendo di gestire una situazione che, con non pochi sforzi, gli operatori stavano cercando di calmare. Così da quella prima disperata richiesta di attenzione sono germogliate altre liti e polemiche, coinvolgendo persone terze in una baraonda sempre più ingarbugliata.

Nel frattempo, il paziente sofferente con la flebo al braccio era stato fatto accomodare in un ambulatorio dove, forse grazie agli antidolorifici, ha cominciato a quietarsi, mentre fuori la gazzarra continuava, con tanto di minacce di «registrare tutto».

Una baraonda che ha, di fatto, compromesso l’attività del pronto soccorso per oltre un’ora e indotto il personale del posto di polizia dell’ospedale a identificare sette persone e inviare poi la relazione dell’accaduto alla magistratura, perché valuti se ci sia stata interruzione di pubblico servizio. A cui aggiungere le possibili querele di parte tra insultanti e insultati.

 

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