I macellai ferraresi: qualità e giusta quantità
«Dovrebbero anche parlare degli aspetti nutritivi della carne»
FERRARA. Ci vogliono togliere anche i peccati di gola; i capisaldi della gastronomia – non solo ferrarese - come salami,prosciutti, pancette ed altri insaccati, sono stati considerati nocivi per la nostra salute dal Ministero della Sanità, alla stregua del tabacco, amianto, scariche industriali, come se un panino con la mortadella potesse farci male alla pari di un pacchetto di sigarette o di altre scorie che respiriamo. Le reazioni dei consumatori ma soprattutto dei commercianti non si sono fatte attendere e stranamente tutte concordano nel sostenere che le cose non stanno così e che la carne non può agevolare l’insorgenza del cancro al colon o allo stomaco.
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“ Non capisco perché invece di sottolineare le qualità nutritive della carne – dichiara Maurizio Tortorici macellaio del supermercato LD di Ferrara - che contiene ferro ed altre proteine importanti specie per la crescita , denigrino questo alimento che si consuma da sempre”. “ Fondamentale è che la carne che si acquista sia italiana – aggiunge Riccardo Gessi che lavora nello stesso reparto – perché la nostra è molto più controllata e quindi sicura. Noi vendiamo solo questa di cui garantiamo la bontà e la qualità. Anche i nostri salumi sono sani e quindi ottimi. Bisogna aver fiducia del proprio macellaio e rifornirsi sempre da lui» .
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In via Cortevecchia c’è il salumificio Travagli gestito da tutta la famiglia fin dal 1983. “ Possiamo vantarci di non aver mai avuto alcun problema con la clientela – dichiara Francesco – Anche se sono ovviamente di parte , non posso proprio ammettere che la carne faccia male. Forse un certo di tipo particolarmente lavorato e speziato ma da me questo non può accadere perché io ho solo prodotti di qualità che acquisto dalla ditta Levoni, leader nel settore. Ho qualche bestia che proviene dall’estero,ma poi viene allevata in Italia e questo è per me una garanzia. Il segreto è consumarne in giusta quantità, solo qualche giorno della settimana . Un calo delle vendite ? Direi proprio di no, anche se l’annuncio è stato fatto solo da due giorni ma la gente sa decidere da sola”.
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Un altro storico punto vendita di carne ed insaccati è quello di Umberto Paltrinieri presente in via Cortevecchia dal 1951. “ Ormai siamo abituati a questi annunci eclatanti – sottolinea il titolare – Da quando nel 2000 ci fu l’epidemia della mucca pazza, ogni tanto quasi ciclicamente, ci sono dichiarazioni che cercano di spiazzare la gente, ma le vendite non sono mai calate. Quello che invece è cambiato nel tempo, è il modo di porre la vendita delle carni e degli insaccati. All’inizio c’erano solo le pollerie poi il prodotto è stato integrato con altri tipi di carne che comunque in Italia si può mangiare tranquillamente perché è controllata e quindi sicura” . “Per valutare se l’annuncio ha determinato un calo delle vendite –sostiene Raffaele Goberti responsabile della Conad di via Garibaldi –è troppo presto. Si vende meno carne dall’inizio della crisi ma solo per mancanza di denaro e non perchè si pensa che possa far male.”
Margherita Goberti
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