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L’assessore difende gli incontri sull’Italia di oggi

L’assessore difende gli incontri sull’Italia di oggi

ARGENTA. «Le polemiche riguardo al taglio della rassegna erano prevedibili, ma errate». A dirlo è Giulia Cillani, assessore alla cultura e alle politiche giovanili del Comune di Argenta, la quale...

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ARGENTA. «Le polemiche riguardo al taglio della rassegna erano prevedibili, ma errate».

A dirlo è Giulia Cillani, assessore alla cultura e alle politiche giovanili del Comune di Argenta, la quale non fa sconti a coloro che, dietro le quinte, hanno alzato la polemica riguardo all’iniziativa "Cinque incontri sull'Italia Contemporanea, da Piazza Fontana a Federico Aldrovandi" promossa dall'Istituto Compresivo 1 di Argenta. Anzi, praticamente all'indomani del primo incontro ("Avere giustizia è che tutti sappiano la verità", storia di Giuseppe Pinelli, incontro svoltosi sabato scorso), oltre a ribadire che non si è fatto indottrinamento, tiene ulteriormente a precisare che «è stato con piacere ed intendimento che il Comune di Argenta ha garantito il patrocinio all'iniziativa. Il primo evento - riferisce ancora la Cillani - è stato accolto con partecipazione ed entusiasmo dal pubblico in sala, numeroso ed interessato. Questa è la conferma - ha detto ancora l’assessore - che l'intenzione della scuola nell'organizzazione di questi eventi è genuina».

Sui perchè di queste scelte, l'assessore Cillani vuole essere ancora più precisa verso coloro che hanno alzato il vento della polemica: «Osserviamo la tendenza, nel discutere gli eventi della storia contemporanea - afferma -, a considerare i fatti come una partita di calcio, nella quale in base alla formazione culturale ed al percorso personale di vita vissuta, si decide da che parte stare. La storia non può essere analizzata dal punto di vista della soggettività, ma attraverso la ricerca e l'approfondimento; la discussione, al contrario, deve basarsi sui fatti oggettivi. Questo atteggiamento è fondamentale all'individuo inteso come singolo o come comunità che controlla l'istituzione. E' comune in un paese che ha vissuto una storia come quella dell'Italia Repubblicana schierarsi da una parte all'altra della barricata, ma è una tendenza che dobbiamo abbandonare per raggiungere una pacificazione delle parti sociali che ad oggi ritengo importantissima. L'iniziativa della scuola - prosegue - è inusuale, unica, importante. Perché parla di questi temi e ne parla in un mondo, comune alla scuola ma anche alla piazza, dove tutto quello che è capitato dopo il 1945 non è studiato». (g.c.)

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