La Nuova Ferrara

Ferrara

«Le aree vaste saranno esclusivamente funzionali»

di Annarita Bova

Comacchio, la consigliera regionale del Pd Zappaterra illustra la legge «La logica da seguire deve essere quella dell’interesse dei cittadini»

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COMACCHIO. «Comprensibile che sul riordino istituzionale e sulle aree vaste il dibattito sia acceso, che le opinioni in campo siano anche molto diverse vista la complessità del tema, ma la difficoltà ce l’hanno tutte le province non solo Ferrara». La consigliera regionale del Pd, Marcella Zappaterra, interviene sulla vicenda Aree Vaste cercando di “mettere ordine”. «Il punto di partenza dei ragionamenti deve essere chiaro: la legge approvata in assemblea legislativa il 30 luglio scorso all’articolo 6 titolato “Ruolo e funzioni delle Province per il governo delle aree vaste” cita: Su iniziativa delle Province, le funzioni loro attribuite dalla legislazione statale vigente (ed in particolare dall’articolo 1, comma 85, della legge n. 56 del 2014, nonché quelle loro confermate dalla Regione, in base alle disposizioni contenute nel Titolo II della presente legge), possono essere esercitate in forma associata, previa convenzione, e in ambiti territoriali di area vasta adeguati. I predetti ambiti sono definiti con provvedimenti della giunta regionale adottati, d’intesa con le Province medesime». Quindi «Le convenzioni di cui al comma 1 specificano i compiti, le funzioni e le competenti strutture organizzative, nonché la decorrenza dell’esercizio associato, con priorità per le funzioni in materia di protezione civile, trasporto pubblico, sanità pubblica e politiche sociali, nonché per le relative funzioni di concertazione istituzionale - territoriale. Le convenzioni possono altresì prevedere la costituzione di uffici comuni di area vasta, e prevedere il progressivo esercizio associato, di ulteriori funzioni».

Detto questo, confini geograficamente rigidi o no? «Non ci sono dubbi sul fatto che in questa prima fase le aree vaste possono essere esclusivamente funzionali, in attesa della riforma costituzionale che porterà all’abolizione delle Province e consentirà alle Regioni di intervenire sui confini territoriali (cosa che non può fare adesso perché è materia del Parlamento) e la logica con la quale decidere non può essere altra che quella dell’interesse dei cittadini e della valorizzazione delle nostre peculiarità territoriali». Secondo la Zappaterra «l’obiettivo della legge regionale pienamente coerente con la riforma in discussione in Parlamento è che l’esperienza delle sperimentazioni della gestione delle funzioni in area vasta attraverso uffici comuni consentirà in seguito di fare scelte più consapevoli e già “testate” quando si tratterà di decidere sui confini». Per prendere una decisione che abbia il consenso più ampio possibile in questa fase «non ci sono alternative alla promozione di più iniziative possibili nelle quali riflettere e maturare la proposta da fare alla giunta regionale che peraltro è ben consapevole delle specificità di Ferrara». (an.bo)

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