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Sant'Agostino, tentano di raggirare anziano con la truffa dello specchietto

L'uomo non si convince e poco dopo il malfattore si allontana senza riuscire a portare a termine il colpo

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SANT'AGOSTINO. Hanno nuovamente messo in atto la truffa dello specchietto, ma questa volta i carabinieri sarebbero già sulle tracce dei malfattori. Alla stazione carabinieri di Sant’Agostino è stato denunciato il tentativo di truffa, mediante raggiro, ai danni di  un 81enne di Mirabello, il quale è stato avvicinato da un uomo in auto che contestava all'anziano la rottura dello specchietto. Pretendendo il pagamento in contanti della riparazione. L'anziano non si è convinto  e ha chiesto di compilare il modulo di constatazione dell'incidente. A questo punto il malfattore si è allontanato.

Per questo, e prendendo spunto proprio da episodi simili, i carabinieri ancora una volta ricordano la necessità di porre la massima attenzione a questo tipo di truffe, in cui automobilisti ignari vengono indotti da degli sconosciuti a credere di aver causato la rottura di uno specchietto e, di conseguenza, a pagare il danno subito e in contanti.

La tecnica è sempre la stessa: il truffatore sfiora con la propria auto quella della vittima designata, batte sulla carrozzeria senza farsene accorgere e finge che l'urto lo abbia danneggiato mostrando lo specchietto oppure la fiancata (già danneggiati in precedenza). Con i finestrini abbassati, ad essere rotto può essere anche l'orologio del truffatore, perché tiene il braccio fuori dal finestrino.

Un’altra variante coinvolge i veicoli a due ruote. Il motorino procede molto lentamente e l'auto è costretta a sorpassarlo. Ma mentre lo fa, il motorino sbanda e poco dopo l’auto viene costretta in qualche modo a fermarsi perché il centauro dice di essere stato colpito dall’autovettura, spesso mostrando su entrambi i veicoli i due punti di contatto graffiati (probabilmente, provocati ad arte dal truffatore).

Le varianti possono essere molto diverse: ciò che accomuna tutte queste “truffe al volante” è la pretesa di denaro contante per pagare il piccolo incidente che la controparte ritiene essere causato da voi. La cifra richiesta può andare da 50 a 200 euro ma di solito, dopo veloce e abile contrattazione, è quella disponibile nel portafoglio del malcapitato.

Per evitare di cadere in nelle truffe bisogna tener presente due semplici regole da applicare in ogni caso (anche qualora il danno sia vero): - non bisogna mai lasciarsi convincere a pagare subito in contante, spinti dalla tentazione di fare da sé per non coinvolgere l'assicurazione; - e insistere per compilare la constatazione amichevole di incidente (CAI, detta anche “modulo blu”), senza lasciarsi scoraggiare dal fatto che “è solo un piccolo danno”.

Come nel caso dell’81enne, di fronte alla fermezza, il soggetto, se è davvero un truffatore, sceglierà di desistere e di allontanarsi il più in fretta possibile.

Occorre, se possibile, annotare subito targa e modello dell’auto e segnalarla al 112: questo fatto contribuisce a fermare i truffatori, facendo un favore a tutti i cittadini che rischiano di cadere loro vittime.

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