Spal, guerriglia tra ultrà. Strage sfiorata sull’A1
Da Firenze a Bologna inseguimenti, speronamenti, bottiglie lanciate in corsa. Ecco cosa è successo la notte del 10 ottobre, e nessuno vi ha mai raccontato
Il sindaco: i tifosi non si dissociano, niente maxischermo
La gestione Mattioli: mai incidenti (finora) grazie allo Slo
Il commento: trasferte negate ai tifosi, nessuno aveva detto perché
FERRARA. Poteva essere una strage, e non è questo giornale a scriverne, ma gli atti di polizia che hanno portato prima l’Osservatorio nazionale e poi il prefetto di Ferrara a vietare le trasferte dei tifosi spallini, per gravi motivi di ordine pubblico, ieri a Mantova e sabato prossimo a Macerata.
Perchè se nessuno sa o, almeno, finge di non sapere cosa è successo la notte della trasferta di Prato-Spal, nel viaggio di ritorno lungo i 150 chilometri di autostrada A1, da Firenze a Bologna, la Nuova Ferrara svela che in quelle ore, sulla corsia nord dell’A1, c’è stata una guerriglia in movimento, con inseguimenti per chilometri e chilometri tra furgoni e auto di tifosi spallini e del Rimini Calcio, anche loro in trasferta, di ritorno a casa dopo la partita contro il Pontedera. In quella notte, dopo le partite, spallini e riminesi (una quarantina per parte, non tutti quelli in trasferta, ed è bene iniziare a sottolinearlo per differenziare tra chi non c’azzecca nulla con queste violenze), dopo i primi contatti negli autogrill Bisenzio Est e Aglio, con l’intenzione di cercare lo scontro, da Roncobilaccio e Pian del Voglio in poi, fino a Casalecchio di Reno, c’è stato un continuo inseguimento con speronamenti, zig zag pericolosi tra le corsie, affiancamenti ad alta velocità e dai mezzi in movimento, a portelloni aperti, lancio di oggetti, anche bottiglie contro i vetri dell’auto.
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Tutto testimoniato dagli agenti di polizia della Digos e del reparto mobile (la Celere) che scortavano (tentavano di farlo) i tifosi verso il ritorno a casa. Poi, a Casalecchio di Reno, allo svincolo dell’A1, il momento più critico, con quella «strage» evitata solo dalla carica del Reparto mobile perchè mezzi e tifosi erano tutti schierati ad occupare la carreggiata dello svincolo autostradale, dove, in quel momento poteva arrivare chiunque e falciare tutti i tifosi, una strage, insomma come parlano gli atti in possesso all’Osservatorio di Roma.
Tutto inizia sabato sera, 10 ottobre, dopo la partita Prato-Spal: durante il match pochi lacrimogeni, tifosi calmi, tutto liscio come l’olio.Alle 23 il ritorno a Ferrara. Ma all’area di servizio Bisenzio Est un primo contatto, casuale, tra tifosi della Spal e del Rimini, cambia quel viaggio. E qui si registra il primo intervento della polizia che evita il contatto tra le due tifoserie schierate, un centinaio, alcuni- i rimesi - armati di tubi di ferro. All’area successiva, la “Aglio”, altra sosta di pre-guerriglia dei tre furgoncini di spallini (10 persone a bordo, ciascuno) che vogliono fermarsi, aspettare i tifosi del Rimini, ma la polizia li rimette in viaggio. Sotto scorta.
Il corteo degli spallini si ferma di nuovo all’area di Roncobilaccio, in attesa dei riminesi, non per farsi i saluti. Arriva la polizia e li fa desistere, e il corteo riparte. Poco dopo, a Roncobilaccio e Pian del Voglio, i furgoni degli spallini vengono raggiunti da quelli dei tifosi del Rimini Calcio. I furgoni iniziano a zigzagare tra le corsie dell’A1, affiancandosi e dopo aver aperto i portelloni laterali, i tifosi ferraresi iniziavano a lanciare oggetti, anche bottiglie che colpivano auto in transito e della scorta.
Altra bottiglia colpiva un’auto dei riminesi, spaccandone il vetro. Fatto che accende la rabbia dei riminesi, che tentano di speronare i furgoni degli spallini. La sicurezza della strada è a rischio, anche di chi è in transito. Tanto che la polizia era pronta a chiudere l’autostrada A1 nel caso fosse necessario. A chiuderla, fisicamente, creando tappo e code allo svincolo di Casalecchio di Reno ci pensano però pochi minuti più tardi, prima della mezza di notte, i tifosi di entrambe le fazioni che occupano con i mezzi e a piedi (armati di cinture con fibbie, tubi di ferro e gomma) la carreggiata.
Per sgombrare tutti, il Reparto Mobile di Bologna parte con una carica, contro i tifosi. E liberare l’autostrada evitando la strage, delle auto in transito, Poi si riparte, ma la lunga notte degli spallini non finisce: i furgoni si fermano in sosta lungo la corsia di emergenza, in attesa dei riminesi e per verificare la stabilità dei finestrini rotti dopo al guerriglia. Ora, ovviamente, sono in corso indagini. Da parte di procura e e polizia di Bologna. Imminenti denunce e Daspo. (l.n.f.)
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