Lodovico, si salvi chi può Ferrara messa alla berlina
Questa sera torna al teatro Nuovo lo spettacolo satirico di Giampaolo Zardi Assessori, consiglieri, medici e dirigenti scolastici: a ciascuno la sua caricatura
La vera storia della città estense, narrata attraverso i secoli dal fiume Po, il Pados, il quale scorreva ancora prima che i ferraresi nascessero. È questo l'incipit di "Lodovico.. te la do io Ferrara", la rivista di satira cittadina in due tempi che, da questa sera alle 21, e in replica per altri tre giorni fino a domenica pomeriggio alle 16, andrà in scena sul palco del Teatro Nuovo.
Molti i personaggi della città che, loro malgrado, fra il serio e il faceto, verranno coinvolti nella rivista che le sapienti mani del regista e autore dei testi Giampaolo Zardi ha confezionato per questa nuova edizione che, per centoventi minuti di spettacolo, coinvolgerà il pubblico ferrarese con Lodovico da Gambulaga, alias Massimo Masotti e la moglie Ugucciona Zobeide, al secolo Valeria Vitali sapranno condurre nei sei quadri principali.
E a salire sul palcoscenico ci saranno, con gli interpreti del Gruppo Teatro Leggero di Ferrara, il sindaco Tiziano Tagliani, il vice sindaco Massimo Maisto, gli assessori Aldo Modonesi e Roberta Fusari (per rimanere in tema di giunta), ma anche il cavalier Paolo Bruni, la professoressa Roberta Monti, l'ex consigliere regionale Mauro Malaguti, il segretario provinciale della Cgil Raffaele Atti, i consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Paolo Calvano e l'ex senatore Alberto Balboni.
E ancora: il Ministro della cultura Dario Franceschini e consorte, l'ex direttore generale del Sant'Anna Gabriele Rinaldi con l'infettivologo Florio Ghinelli, l'avvocato Alberto Bova, Rocco Siffredi da San Martino e Franco Trentalance di Canosa, il professor Von Kaken, con traduzione simultanea, senza contare la fila dei personaggi storici come Italo Balbo, Garibaldi e Anita, Vittorio Emanuele II e Rosa, Attila re degli Unni, con unne al seguito, Giano Bifronte, senza dimenticare i burattini Fagiolino, Pulònia e Sandròn. E nemmeno "mamma" Carife verrà risparmiata con una scena a lei dedicata, ma che Lodovico non vuole ancora svelare, la quale vedrà sul palco ad animarla buona parte della compagnia, con la celebrazione della storia della banca che fu dei ferraresi.
Anche gli Estensi, e siamo nel 1418, saranno protagonisti di un intenso quadro che chiuderà, di fatto, il primo atto con la scena, rivista, riletta e corretta dal "Quelli del Lodovico" dove si narra la vicenda di Ugo d'Este, figlio illegittimo del Duca e di Stella dell'Assassino e Laura Parisina Ordelaffi Malatesta, moglie di Niccolò III, una storia di "corna" con un finale a sorpresa e una condanna esemplare.
Il netto dei proventi del Lodovico verrà devoluto in beneficenza alla fondazione Ant sezione di Ferrara. I biglietti per lo spettacolo sono in vendita anche oggi dalle 16.30 alle 19.30 e prima dello spettacolo.
Stasera, prima che si alzi il sipario, andrà in scena una degustazione di vini delle cantine Volpi di Tortona.
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