Guerriglia sulla A1. Il sindaco: spallini non si dissociano, niente maxi schermo
Saltano le mediazioni isituzionali del sindaco Tagliani e dell’assessore Merli. Il primo cittadino: dispiaciuto, nessuna dichiarazione dei supporter contro ultrà violenti
FERRARA. «Noi ci spacchiamo in quattro affinchè si possa giocare a calcio e gioire di questo come tifoserie, ma ci sono condizioni minime che dobbiamo pretendere e che in questo caso non si sono verificate: siamo molto dispiaciuti di questo, io e il sindaco di Macerata, lo siamo per la città e per quei tifosi che subiranno tutto questo».
Tiziano Tagliani da sindaco della città, della Spal e dei suoi tifosi (tutti, meno quelli violenti) ha cercato fino in fondo la mediazione istituzionale con la Commissione dell’Osservatorio che aveva vietato la trasferta a Macerata per i tifosi della Spal. Lo aveva fatto assieme al sindaco della città marchigiana, Romando Carancini, chiedendo alla tifoseria spallina una dichiarazione pubblica con un netta presa di distanza dai violenti, dagli ultrà finiti nel mirino della polizia, quelli del dopo Prato che ora rischiano Daspo, denunce e altro. Niente da fare, ha risposto la tifoseria spallina (genericamente parlando). Ma quale tifoseria ha detto no e non ha preso le distanze? «So che tifosi non coinvolti nei fatti - taglia corto Tagliani - e non hanno ritenuto di dissociarsi».
Non essendo state accolte le condizioni poste, la Commissione ad hoc ha confernato il divieto di trasferta a Macerata. Perchè ribadiamo, la parola d’ordine affinchè la festa di sabato fosse solo un appuntamento dello sport tra due formazioni che lottano per l’alta classifica, avrebbe dovuto essere «isolate i violenti».
Non è stata accolta e allora il boomerang è diventato tale visto che la commissione non è tornata sui propri passi ed è aumentata la frattura tra tifoserie e istituzioni. Dunque, si chiude senza risultati la trattativa istituzionale in atto da giorni, con diversi soggetti non solo il Comune in prima fila, ma anche la società Spal e la sua dirigenza, la polizia e anche una parte di tifosi che si erano detti d’accordo alla dissociazione.
Una trattativa portata avanti insieme da questura e Comune, che ha visto l’assessore allo sport, Simone Merli nel ruolo di mediatore: ieri mattina, in un incontro in questura, dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi («se ci sono stati comportamenti scorretti di pochi, non si deve penalizzare la tifoseria biancazzurra»), ha preso atto dei motivi del divieto di trasferta e ha deciso che la festa dello sport, in piazza municipale con il maxischermo per diffondere la partita via streaming, non si farà. O meglio, non con l’aiuto del Comune.
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