«Eni mantenga il controllo di Versalis»
È l’auspicio di Filctem-Cgil e Uiltec in caso di joint venture. Oggi a Roma l’incontro con l’ad Descalzi
Se joint venture deve essere per Versalis, che almeno sia un’alleanza con un partner che crede nella chimica in Italia e che contribuisca al rispetto degli impegni di investimento, una quota rilevante dei quali riguarda da vicino gli impianti di Ferrara. Oggi a Roma si terrà l’atteso incontro tra le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Uiltec-Uil, Femca-Cisl e l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi e alla vigilia di questo confronto Filctem-Cgil e Uiltec di Ferrara mettono l’accento su preoccupazioni e richieste:
L’assetto proprietario di Versalis verrà modificato: Descalzi pochi giorni fa ha escluso la cessione integrale di Versalis e ha parlato della ricerca di un socio per valorizzare il business. I due sindacati ferraresi partono da qui per le loro valutazione: «Se l’ operazione riguardera la costituzione di una joint venture, in questo caso sarà decisivo comprendere» tre cose: 1) con quale partner (soggetto industriale o fondo di investimento) si farà la compartecipazione 2) chi avrà il controllo della nuova societa 3) se ci troviamo di fronte a una mossa che prelude a una uscita di Eni dalla chimica. Cgil e Uil si augurano che oggi venga fatta «definitivamente chiarezza sui contenuti dell’intera operazione: è un diritto dei lavoratori e dei cittadini (che ne sono proprietari) conoscere fino in fondo la verità».
Filctem e Uiltec parteggiano per una nuova società «auspicabilmente controllata da Eni» che presenti un piano industriale solido e credibile. Per essere tale occorre «mantenere gli asset industriali esiustenti», «completare e realizzare gli investimnenti già promessi e sottoscritti da Versalis con i territori e i sindacati; salvaguare il lavoro e l’occupazione.
I sindacati criticano il silenzio mantenuto finora dal governoe lo giudicano un segnale preoccupante: «Tutti gli Stati industrialmente avanzati, per la strategicita del settore, hanno almeno un gruppo del comparto chimico a partecipazione pubblica, sarebbe grave che noi lo cedessimo, magari ad una societa straniera». Al contrario «la Regione Emilia Romagna, supportata dal contributo delle amministrazioni locali di Ferrara e Ravenna, appare l’unico soggetto istituzionale che provi a svolgere un ruolo mirato a ricercare politiche industriali, orientate a sostenere produzioni e filiere manifatturiere collegate».
I sindacati il punto con la Regione lo faranno il 3 novembre, quando incontreranno l’assessore alle attivita produttive Palma Costi; la Regione, a sua volta vedrà il 17 novembre l’amministratore delegato Descalzi.
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