Il rimpallo degli imputati tra Polstrada e Autostrade
Ennio Accorsi morì contro auto abbandonata e lasciata ore sulla Ferrara-Mare Ieri l’interrogatorio dei 5 accusati, agenti e dirigenti. La sentenza il 3 dicembre
il processo sulla morte di un motociclista, che si sarebbe potuta evitare, se non vi fosse stato quel giorno del 20 agosto 2012 un rimpallo tra Polizia stradale e Società autostrade su chi dovesse intervenire per segnalare un’auto abbandonata sulla carreggiata della Superstrada e rimuoverla. Ieri al processo in corso in tribunale per la morte di Ennio Accorsi, 57 anni, che si schiantò in sella alla moto contro la Opel Corsa ferma abbandonata sulla carreggiata e rimasta lì per oltre un’ora, lo stesso rimpallo è andato in scena davanti ai giudici con gli interrogatori dei 5 imputati. Primo tra tutti, Sergio Bonora, che guidava l’auto, rubata, e la abbandonò perchè rimasto senza benzina dopo esser andato a Bologna dove si era recato per comprare cocaina, che aveva assunto guidando sotto i suoi effetti (da qui la spiegazione del suo gesto, assurdo, l’abbandono dell’auto, senza nessuna segnalazione).
Poi è stata la volta del capo turno, il giorno della tragedia, della centrale Coa della Polizia stradale di Bologna, Gabriele Carlini, che ha riferito di aver saputo del fatto, solo dal suo collega, Marco Barbieri, altro poliziotto che si era recato negli uffici (sono attigui) della Società Autostrade per informare dell’auto abbandonata (molti automobilisti avevano chiamato e chiesto l’intervento). Barbieri (si è avvalso della facoltà di non rispondere) aveva chiesto all’addetto della Società autostrade di mandare un mezzo per segnalare l’ostacolo dell’auto. Barbieri informò l'addetto di Società Autostrade, Giovanni De Luca, che a sua volta, ieri interrogato, ha riferito ai giudici che quel giorno dopo la sollecitazione di Barbieri stesso gli disse di prendere in carico come Polstrada il problema perchè, in realtà, il mezzo con i due addetti della Società autostrade stava smontando dal servizio e e non poteva intervenire. Barbieri, avrebbe detto - secondo De Luca - che avrebbe mandato la pattuglia della stradale. Arrivò, sì, ma solo dopo l’incidente mortale di Accorsi. Infine ultimo imputato, il dirigente Società Autostrade Mirko Nanni, accusato di favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio per aver rivelato - per l’accusa - a De Luca, i contenuti della relazione di servizio dei poliziotti. Lui ha negato ogni responsabilità e di fatto è stato scagionato dallo stesso De Luca che ha riferito ai giudici di non aver mai detto di aver letto la relazione tramite Nanni, e di aver saputo genericamente del fatto. Tutti sono accusati di concorso in omicidio colposo, mentre la famiglia Accorsi, assistita dall’avvocato Remondi ha chiesto e ottenuto la chiamata come responsabili civili nel processo di Ministero Interni, Società autostrade e Unipol per il Fondo di garanzia perchè che l’auto abbandonata, rubata, non era assicurata. Il 3 dicembre, discussione e sentenza, a chiudere il processo.
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