Merli, perché non parli? Risposta: sono fuori Ferrara
L'assessore gioca in difesa e giustifica la gamba tesa della chiarezza
FERRARA. Simone Merli è l’assessore comunale allo Sport, ma non è sportivo. Mercoledì e ieri lo abbiamo cercato più volte al telefono per farci raccontare come sono andati i fatti, cioè come mai in municipio la verità sulla guerriglia in autostrada si sarebbe dischiusa soltanto la mattina dell’altro ieri. Merli non si è mai fatto trovare. Comportamento inedito per l’assessore-supporter che di partite non ne perde una, è costantemente immerso nei flussi delle tifoserie, ha l’ufficio prossimo a quello della Spal.
Mutacismo strano per un uomo entusiasta ed esuberante, atto a sforbiciare nastri e a consegnare trofei, a contattare i giornali con solerzia e abbondanza. Soltanto ieri mattina ha risposto alle nostre chiamate con due messaggini tristi e distanti, con toni che la dicono lunga sull’impermeabilizzazione dell’assessore. Nel primo dichiara che quello che aveva da dire lo ha detto il sindaco. Nel secondo telegrafa che è fuori Ferrara, arrivederci e a presto (cioè finitela di cercarmi).
Cerco di capire - con voi - come è andata. I fatti sull’Autosole risalgono al 10 ottobre, e pochi o nessuno (media compresi) sono venuti a conoscenza della loro esatta gravità. Al 21 ottobre è datato il divieto delle trasferte dei tifosi per le partite col Mantova e il Macerata “connotate da alti profili di rischio”. Infine, il 26 ottobre, Il buco nell’informazione e la minimizzazione dell’accaduto hanno portato il sindaco Tagliani con Merli ad affermare in un comunicato che il divieto di trasferta dei tifosi della Spal “è assurdo e penalizzante”. In questo modo il primo cittadino è stato esposto a un errore di valutazione con una dichiarazione fuori bersaglio per carenza di notizie. Cioè, in municipio, dalla questura o dalla prefettura nessuno gli avrebbe detto per filo e per segno che cosa davvero era capitato la notte del 10 ottobre. Del tipo “strage sfiorata sull'A1”, come è scritto nel rapporto della polizia bolognese, o che nessuno in municipio davvero sapesse di quei fatti.
Infine mercoledì, Tagliani, messo al corrente, ha chiesto ai tifosi di prendere pubblicamente le distanze dai violenti. La risposta è stata zero, e quindi il sindaco ha detto no all’opportunità di un maxischermo in piazza per il match Macerata-Spal. Pare che in un incontro in questura, mercoledì mattina, sia stata dispiegata a Merli la ricostruzione e l’entità dei fatti. E che da ciò sia conseguita la modificata linea del Comune che ha chiesto ai capi della tifoseria di prendere le distanze dai violenti.
È legittimo pensare che l’assessore alla partita (cioè con le deleghe specifiche) avesse l’opportunità di sapere, immaginare, subodorare, intercettare, comprendere l’autentica dimensione dei fatti sull’Autosole, e di comunicarla al sindaco. La trafila dei “sono fuori Ferrara” sta diventando davvero ridicola.
E spiego perché: 1) la tifoseria non si esprime dopo la sollecitazione del sindaco; 2) il presidente della Spal Mattioli minimizza e manda a dire d’essere fuori Ferrara; 3) la società Spal 2013 col suo documento prima s’incaponisce sul divieto di trasferta dei dirigenti, poi dichiara che nulla sapeva dei fatti del 10 ottobre, e solo in fondo, ma davvero in fondo, prende le distanze dai responsabili e chiede vengano individuati (da chi?); 4) l’assessore allo Sport non sapeva, per lui ha già parlato il sindaco, ed è fuori Ferrara.
Siccome i tifosi autentici e i cittadini sono invece dentro Ferrara, scrivo che questo gioco in difesa giustifica la gamba tesa della chiarezza, e anche l’autogol dei “sono fuori Ferrara”. Viva la Spal.
Stefano Scansani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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