«Resterà un esempio per tutti noi»
Porto Garibaldi, lunghi applausi e tante lacrime per l’ultimo saluto al bagnino Ivan Carli Ballola: ci mancherai
PORTO GARIBALDI. Per l’ultimo straziante saluto ad Ivan Carli Ballola, il bagnino comacchiese deceduto sabato scorso nel ravennate dopo uno schianto in moto, una folla numerosissima si è stretta ieri pomeriggio, nella chiesa di Porto Garibaldi, per condividere il dolore del papà Franco, del fratello Luca, della sorella Milena, della fidanzata Manuela e dei tanti amici e colleghi bagnini di salvataggio. «Dio stesso saprà raggiungervi, in modo da toccarvi il cuore - ha affermato Don Andrè durante l’omelia -, affinchè la sua parola sia verità e luce per sopportare il dolore del distacco. Durante l’estate Ivan ha salvato dei bimbi in mare e chiediamo al loro angelo custode che ora sia di conforto, per accompagnarlo in Paradiso». Una macchia di colore rosso, quella delle divise sei ragazzi del Cus Salvataggio si è fatta breccia in mezzo ai parenti, amici e compaesani, chiusi in un dolore profondo. Tra i cuscini di fiori dei famigliari, che circondavano la bara del giovane coordinatore del Cus, anche il cesto di rose e gerbere bianche dei colleghi e una croce disegnata con rose bianche e rosse degli amici più stretti. Toccanti le parole di Don Andrè durante la benedizione: «Grazie Ivan. Ora guardaci - ha esclamato il giovane parroco -, c’erano ancora tanti progetti da fare. Sei andato via troppo presto. Continua ad esserci vicino come hai sempre fatto. Dio non può non ascoltarci, affinchè anche noi quaggiù possiamo continuare il cammino della vita». Un applauso fragoroso tra due ali di folla ha accompagnato poi sul sagrato della chiesa la bara, scortata dal fratello Luca, dal cugino Alex Bellotti, responsabile del Cus salvataggio, a cui Ivan era legatissimo. In mezzo ai tantissimi amici e ai colleghi bagnini si sono mescolati i centauri del gruppo Riders Comacchio, con i quali Ivan ha condiviso oltre alla passione per la moto anche eventi e raduni. «Era insostituibile - hanno commentato affranti Andrea Ferroni e Mathias Mezzogori, bagnini che avevano lavorato con Ivan -, sempre allegro, sempre operativo e per noi i suoi insegnamenti resteranno sempre un punto di riferimento fondamentale." Tanti gli occhi lucidi e i singhiozzi sia durante i funerali, ma anche fuori dalla chiesa, quando si è formato un breve corteo per salutare ancora una volta "il gigante buono", prima del trasporto presso il "Giardino della Cremazione" di Copparo. Nei prossimi giorni le ceneri di Ivan torneranno a Comacchio, per riposare accanto alla mamma Marisa, prematuramente scomparsa due anni fa. «Faremo sicuramente dei ritrovi in memoria di Ivan - ha ammesso l’amico Giacomo Legnani -, e durante la stagione estiva organizzeremo qualcosa per ricordarlo. Ivan c'era sempre. Mi ha dato una mano in agosto a cercare una bimba tedesca che si era smarrita in spiaggia - ha concluso il bagnino -; era solare, ma anche tanto determinato. La sua esperienza resta un bagaglio per tutti noi». In una chiesa che non ha potuto contenere una folla tanto numerosa, si sono uniti al dolore Robert Bellotti, presidente del consiglio comunale e alcuni consiglieri comunali. Si è alzato un coro “ciao, Ivan!” prima della partenza del carro funebre.
Katia Romagnoli
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