Abuso d’ufficio a Ravenna per il manager Carradori
Il direttore generale del Sant’Anna non si scompone: sono tranquillo Sensoli (M5S): danno d’immagine per la Regione. E lui: quel danno l’ho subito io
«Il danno di immagine? Sono io che l’ho subito. Da quattro inchieste sono uscito prosciolto e assolto (rifiutando anche la prescrizione) e sono tranquillo anche per quella di cui ho appreso notizia questa mattina (ieri, ndr) dalla stampa». Si tratta del procedimento giudiziario avviato dalla procura di Ravenna nel quale Tiziano Carradori, direttore generale dell’azienda Sant’Anna dall’1 marzo scorso e autore della dichiarazione, compare come indagato in concorso per abuso di ufficio assieme ad altri tre alti dirigenti o ex dirigenti dell’Asl di Ravenna.
L’accusa è di aver favorito tre medici da poco specializzati ai quali sarebbero stati assegnati incarichi professionali mentre c’era una figura esperta ed interna all’azienda sanitaria disponibile ad assumere quelle funzioni. Carradori è indagato in qualità di ex dirigente generale dell’assessorato regionale alla sanità per concussione e falso in un’altra inchiesta, a Modena, nella quale compare come parte lesa l’Hesperia Hospital. La magistratura ha mosso le stesse accuse ad una dirigente dell’assessorato regionale, mentre l’ex assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti, per quella indagine deve rispondere di falso.«A Modena siamo vicini all’udienza preliminare», annuncia Carradori. Sulla nuova indagine, quella di Ravenna, risponde «di non poter aggiungere nulla a quanto è già stato pubblicato, perché non ho ricevuto nessuna comunicazione». «A Ferrara - aggiunge il direttore generale del Sant’Anna - continuerò a svolgere l’incarico che mi è stato affidato dalla Regione», forte anche dei risultati «raggiunti in passato all’Asl di Ravenna e di Rimini, che avevano conti in sofferenza per circa 100 milioni di euro e sono state risanate grazie ad interventi che hanno abbattuto in modo drastico la crescita dei costi». Ieri la direzione generale dell’Asl unica della Romagna, che ha inglobato l’Asl di Ravenna, ha confermato «la piena fiducia nell'operato della magistratura alla quale assicura la massima collaborazione». La notizia ha suscitato reazioni anche in Regione. La consigliera regionale e vicepresidente della Commissione sanità, Raffaella Sensoli (M5S), evidenzia «il danno d’immagine per tutta la Regione», ribadisce che la giunta dovrebbe «scegliere nuove figure per le nomine dei dirigenti della sanità regionale» e sottolinea che «una persona, già implicata in una vicenda giudiziaria a Modena, oggi si trova ad essere indagata in Romagna e nel frattempo deve guidare l'ospedale di Cona che ha già sufficienti problemi». «Sarebbe opportuno - scrive Sensoli - congelare tutti i premi di risultato ai dirigenti indagati specialmente per reati così gravi. E, nel caso di condanna, chiedere loro la restituzione di quelli già incassati». Dopo l’inchiesta di Ravenna, fra l’altro, la Regione dovrebbe decidere che «tutti gli atti che riguardano nomine e incarichi fatti a Ferrara abbiano un secondo passaggio valutativo da parte di un soggetto terzo che Bonaccini e Venturi dovranno individuare».
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