«Fu riferito a chi doveva sapere»
All’incontro Gos del 15 ottobre all’addetto sicurezza della Spal
Non sapeva la città, ma chi dove sapere, sapeva. Eccome. Prima tra tutti la Spal, fin da subito, e anche il Comune, anche se solo in un secondo momento. Il questore Antonio Sbordone rompe il silenzio, finalmente - e lui stesso ne spiega i motivi - che non lo hanno portato ad informare la città dei gravi fatti accaduti la notte tra il 10/11 ottobre, quella guerriglia sull’A1. «Avevo ritenuto opportuno - ha spiegato ieri sera il questore - dopo i fatti della notte tra il 10 e l’11 ottobre, non dare risalto pubblicamente, per motivi di ordine pubblico e per non enfatizzare. Ma chi doveva sapere, ha saputo tutto, in primis la società Spal poichè è parte attiva della preparazione di ogni evento sportivo. L’occasione era stata la riunione del 15 ottobre, prima di Spal-Siena, del Gos (gruppo operativo sicurezza) alla presenza anche del delegato sicurezza della Spal: tutti i presenti erano stati informati di ciò che era successo, e che sarebbe stato opportuno rafforzare vigilanza e presenza degli steward allo stadio, viste le possibili reazioni dei tifosi dopo quei fatti. Il capo di gabinetto - sottolinea il questore - aveva rappresentato nel dettaglio tutto ciò che era successo, con 3 agenti feriti e inseguimenti in autostrada: tutto era stato detto, registrato in un verbale inviato anche alla società sportiva Spal».
E l’amministrazione comunale che aveva parlato di «provvedimento assurdo»? «Altri attori - continua il questore - come l’amministrazione comunale, l’hanno saputo quando è stato adottato il provvedimento. Debbo dire che dopo aver letto le dichiarazioni sui giornali dell’amministrazione comunale, l’abbiamo informata e abbiamo fatto presente i motivi alla base di questo provvedimento». Ma perchè non informare subito tutti di un fatto così grave, dopo la guerriglia in A1?
«Come questura di Ferrara avevamo tutto l’interesse a divulgare questa notizia, visto che grazie all’intervento della squadra tifoserie della Digos e del Reparto Mobile si era riusciti ad evitare il peggio. Dal punto di vista professionale avrei potuto dire alla stampa e alla città ciò che era accaduto, e i provvedimenti richiesti (i Daspo in itinere, ndr). Non l’ho fatto per un preciso motivo: da quando sono qui (quasi 2 anni, ndr) i tifosi Spal si sono sempre comportati bene, e questo episodio rischiava di compromettere un equilibrio di ordine pubblico, così per non enfatizzarlo ho deciso di informare solo chi doveva sapere». La società, o i suoi rappresentanti delegati. (l.n.f.)
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