Il questore: la Spal sapeva degli incidenti
Oggi la squadra gioca a Macerata senza tifosi per il divieto di trasferta. Ecco le posizioni dei protagonisti di questa vicenda
Non ci sarà nessuno dei tifosi della Spal, oggi a Macerata, per seguire la squadra nello scontro al vertice del campionato. Tutta colpa del divieto di trasferta per tutti i tifosi spallini, dagli ultrà della curva ai padri con figli della tribuna. Tutta colpa degli incidenti del 10 ottobre scorso, nel dopo Prato-Spal, quando 40 tifosi spallini sono stati coinvolti - dice la polizia - in una guerriglia sull’Autostrada del Sole. Sulla base degli atti di polizia (su inseguimenti, speronamenti, lanci di bottiglie dai furgoni, sulla corsia tra Firenze e Bologna), l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive ha deciso di vietare le trasferte a tutti i tifosi. E così, ecco tutti a dichiarare la «assurdità» del divieto. Accettato ora - a denti stretti - dopo aver saputo della gravità dei fatti di quella notte. In queste pagine, a sintesi, le posizioni di tutti. Il presidente Spal, Walter Mattioli che punta il dito contro al questura per non esser stato informato; il questore Antonio Sbordone che spiega perchè non ha informato la città ma solo chi doveva sapere; il sindaco Tiziano Tagliani che ci mette faccia e altro e dice che adesso ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità e gli ultrà, che parlano di «menzogne» e «volontà di sterminare un movimento».
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