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ricordo di colleghi e allievi

La Chimica e Unife in lutto morto il professor Dondi

La Chimica e Unife in lutto morto il professor Dondi

Il male lo ha colpito mentre stava discutendo una tesi di dottorato di ricerca internazionale. Ma nonostante un lungo percorso riabilitativo, seguito ad un trapianto cardiaco, il suo stato di salute...

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Il male lo ha colpito mentre stava discutendo una tesi di dottorato di ricerca internazionale. Ma nonostante un lungo percorso riabilitativo, seguito ad un trapianto cardiaco, il suo stato di salute non si è mai ristabilito del tutto. Un cammino che si è interrotto ieri, quando il cuore del professor Francesco Dondi, 72 anni, fino al 2013 ordinario di chimica analitica all’Università di Ferrara, si è fermato per sempre. La sua scomparsa ha suscitato un diffuso e profondo cordoglio tra i colleghi e gli ex allievi di Unife.

«Con lui è venuta a mancare una importante figura di riferimento per il nostro ateneo», ricordano proprio gli ex allievi. Dondi aveva ricoperto, fino al 2013, la funzione di delegato del rettore per la sostenibilità; era stato pro-rettore per la ricerca scientifica, presidente del corso di laurea in Chimica e direttore del Dipartimento di Chimica; direttore del master in Scienza Tecnologia e Management dell’Università di Ferrara. «Uno scienziato di successo». «E una mente eccelsa», aggiunge il direttore del Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche, Severo Salvadori, mantovano, di Sermide come lui. «Francesco è stato uno dei fondatori del Dipartimento nato dopo il superamento delle vecchie facoltà - precisa Salvadori - Il suo lavoro è stato molto apprezzato anche all’estero». Dondi aveva coordinato progetti di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale nell’area delle Scienze delle Separazioni, della Chimica dell’Ambiente e della Teoria della Cromatografia. E’ stato membro di numerose società scientifiche e ha fatto parte dell’editorial board di riviste internazionali, organizzatore di convegni nazionali ed internazionali. «Negli ultimi dieci anni della sua attività accademica - scrivono gli ex allievi - si era dedicato allo studio delle connessioni tra etica e chimica. Francesco era uomo di grande fede e generosità, ci ha insegnato la passione per il lavoro del ricercatore, il rigore metodologico, l’onestà intellettuale e il rispetto per la scienza. Era una persona di grande cultura con molteplici interessi che spaziavano dalla musica alla pittura, dalla letteratura alla filosofia, al buon vino e alle tradizioni. Oggi lascia un grande vuoto».

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