Il rettore Nappi: «Lascio un ateneo in crescita»
Ferrara, per il magnifico ieri l’ultimo giorno di mandato: cinque anni difficili, ma con molte soddisfazioni
FERRARA. Niente cerimonia del campanello, come avviene negli avvicendamenti dei presidenti del Consiglio. «Non fa parte della nostra tradizione», ricorda Pasquale Nappi, ieri all’ultimo giorno da rettore, incarico che da oggi sarà assunto dal successore, Giorgio Zauli, dopo un quinquennio che ha sottoposto ad una prova particolarmente dura e impegnativa l’ateneo ferrarese.
«Siamo passati attraverso tre “terremoti” – ribadisce Nappi, che ha spesso usato questa metafora per indicare le sfide più importanti del suo mandato – due di tipo gestionale-amministrativo, cioè la riforma Gelmini con i suoi 50 decreti delegati e il taglio ripetuto dei finanziamenti statali, e quello purtroppo “vero” del maggio 2012. Posso dire che lascio un ateneo in buona salute, con quasi 18mila iscritti, compresi i corsi post-laurea (master, dottorati, specializzazioni), e un avanzo di gestione di bilancio». I numeri dicono che si è arrestata la fuga delle matricole seguita all’anno del sisma. «Oggi siamo già a quota 3.472, con un incremento importante rispetto al dato dell’anno scorso - precisa Nappi - dato che in questo periodo era di poco superiore ai 3mila nuovi accessi diventati 3.190 a metà dicembre 2014. C’è una buona possibilità quindi di arrivare a ridosso delle 3.600 unità nel 2015 e di bissare l’incremento molto positivo dell’anno scorso (+13%)».
Nel frattempo Unife ha continuato a migliorare le sue posizioni nelle classifiche del sistema universitario nazionale, risultato di cui Nappi si dice particolarmente orgoglioso. Statistiche che riconoscono ad un’università di medie dimensioni come l’ateneo estense avanzamenti e traguardi di rilievo sul fronte della didattica, della ricerca e dell’attrattività, con ex facoltà che brillano come Architettura, Ingegneria, Giurisprudenza, Farmacia, Odontoiatria, Scienze della Terra e Scienze Fisiche.
«Il sistema universitario nel suo complesso - osserva Nappi - ha attraversato un periodo di opacità nell’opinione pubblica. Era accusato di sprechi e baronie, oggi è stato riformato e presenta grandi potenzialità». La “sana” competizione fra atenei, che si fonda anche sulla capacità di individuare e promuovere collaborazioni fruttuose, può agire da stimolo. «Se anche lo Stato farà la sua parte Unife potrà pienamente sfruttare tutte le sue possibilità di crescita perché ha le energie e le risorse per farlo», conclude Nappi che ha partecipato venerdì scorso alla riunione dell’Anci, a Torino, dove si è parlato di città universitarie e «noi lì abbiamo portato il modello Unitown. Cosa farò ora? Tornerò a fare il docente, attività che non avevo abbandonato neanche durante il mio mandato».
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