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«Trivellazioni manca il rispetto per l’ambiente»

Copparo, esperti e cittadini preoccupati durante il convegno del M5S Le energie alternative proposte come una delle strade più sicure da percorrere

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COPPARO. Il M5S ha svolto un interessante convegno sul tema (molto attuale e di cui molto si discute) delle trivelle e del loro utilizzo sul territorio.

In Emilia e nel Copparese ci si limita a sperare che i fatti gravi (come possono essere i terremoti) non accadano, ovviamente, ma l’incontro ha riservato anche altre riflessioni. Secondo i relatori del convegno di venerdì sera (proposto dal M5S, con la collaborazione del comitato No Triv e di Legambiente) alla sala torre di Copparo, se si andrà avanti così si potrebbero correre alcuni rischi.

Sala Torre piena. Circa 120 persone nel momento di massima affluenza. Purtroppo, una percentuale di cittadini non rilevantissima. Partenza a cura di Claudio Mosca, che ha rivendicato il suo ruolo di non esperto, di cittadino che si informa. Mosca, riportando una serie di dati dei siti ministeriali ha fatto notare che c'è sempre minor bisogno di energia; sarebbe importante (ci sono i mezzi) per puntare sulle energie alternative, specie per gli usi civili. Soprattutto, a guadagnare da estrazioni sul territorio nazionale sarebbero solo le compagnie petrolifere ed il nostro Governo (l'estratto andrebbe in un collettore internazionale, quindi senza calo reale di prezzi, per i territori). Poi Luigi Gamberini, medico igienista ambientale, ha illustrato lo stato delle cose a livello di trivellazioni (oltre 1700 sul territorio della regione), sottolineando come non sia stato impiegato il principio di precauzione (se non si può provare un effetto in conseguenza di attività umana, non si può nemmeno provare il contrario: sarebbe saggio comportarsi come se gli effetti ci fossero) per le attività che possono interferire con gli equilibri e persino con le attività sismiche del territorio, continuando a trivellare ma anche a riempire e svuotare spazi con acqua, gas liquidi a pressione. Massimiliano Fazzini, docente dell’Università di Ferrara, ha spiegato che nel territorio italiano è assurdo sperare di trovare giacimenti imponenti ed è pericoloso sfruttare i vuoti come depositi, per la possibilità di fughe e contaminazioni. In pratica, il nostro è un territorio che va lasciato in pace, anche perché la faglia sotto Copparo non ha ancora provocato terremoti rilevanti come le altre due vicine.

Infine l'intervento (ovviamente più politico che tecnico) da parte del capogruppo regionale del M5S, che ha raccontato dal suo punto di vista di consigliere come si sta evolvendo la situazione.

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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