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Giorgio Zauli, un manager con lo scettro da rettore

Giorgio Zauli, rettore
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Giorgio Zauli, rettore

Ferrara, da oggi l’anatomista prende le redini dell’università. Una carriera da ricercatore in medicina ed esperto di gestione
L'ultimo giorno di Nappi al timone di Unife: lascio un ateneo in crescita

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FERRARA. Cade in un giorno di festa l’inizio del mandato di Giorgio Zauli, da oggi rettore dell’Università di Ferrara. L’anatomista di Forlì, 55 anni, dal 2007 ordinario di Anatomia Umana di Unife, prende le redini dell’ateneo estense e le terrà nelle sue mani per i prossimi sei anni, nuova scadenza di mandato che ha raddoppiato la durata prevista in passato (un triennio con possibilità di rinnovo) e ha mandato in archivio il quinquennio concesso al predecessore, Pasquale Nappi, che ha ricoperto l’incarico dal 2010 fino a ieri grazie ad una disposizione della riforma Gelmini.

Zauli ha passato a pieni voti la prova delle urne il 9 giugno scorso, sbaragliando al primo scrutinio con 347 voti la concorrenza del prorettore e stretto collaboratore di Nappi, Francesco Bernardi, e dell’ex preside di Ingegneria, Piero Olivo. Una vittoria che ha sorpreso molti osservatori per la sua nettezza e consistenza e che ha fornito, a sostenitori ed avversari del neo-rettore, un indizio utile sulla sua capacità di intercettare il consenso. Erano in tanti, all’inizio della campagna elettorale, a considerarlo un outsider per l’attività svolta a lungo presso altri atenei, in particolare Chieti e Trieste.

Nel capoluogo friuliano Zauli ha diretto fino a poco tempo fa l’istituto di ricerca Burlo Garofolo. È considerato un ricercatore con un’ottima preparazione, non solo scientifica: ha infatti esperienza anche nel campo della gestione. Un manager, insomma, al quale la maggioranza del corpo elettorale dell’università, non solo docenti ma anche personale degli uffici amministrativi, ha affidato il compito di far crescere un ateneo che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti, tra le varie emergenze (a partire da quella finanziaria per i tagli ai fondi destinati all’Università), con l’impatto del terremoto e con una riforma che attraverso la leva dei premi tende a mettere in competizione gli atenei nella corsa ai fondi, risorse che sempre più - ed è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Zauli - si reperiscono su tavoli che distribuiscono contribuiti dagli uffici dell’Unione Europea. Sulla sua squadra ha detto fin dall’inizio che i nomi li avrebbe scelti con un occhio alla competenza e senza rispettare precedenze garantite da accordi pre-elettorali.

Tra i collaboratori più stretti - si dice - ha scelto anche associati, non solo ordinari. Fede milanista, giocatore di scacchi ed ex giocatore di squash - questi gli hobby e passioni che ha dichiarato il giorno in cui è stato eletto - Zauli riporta Medicina al vertice dell’ateneo dopo il lungo regno (18 anni) di Antonio Rossi (oculista) conclusosi nel 1992, il doppio mandato di Pietro Dalpiaz (fisico), di Francesco Conconi (medico sportivo e biologo), di Patrizio Bianchi (economista) e i cinque anni di Pasquale Nappi (Giurisprudenza). (gi.ca.)

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