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Ferrara: stanchi dei furti, faremo le ronde

Ferrara: stanchi dei furti, faremo le ronde

I residenti di via Kramer esasperati dalle razzie e dai vandalismi in strada contro le auto, nei garage e nelle abitazioni

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FERRARA. «Adesso basta! Non ne possiamo più! Non si può vivere con il pensiero che al mattino quando esci di casa puoi trovarti il garage aperto o la macchina con un finestrino rotto».

Sono arrabbiati ed esasperati i residenti di Via Gorni Kramer che da oltre un anno hanno segnalato con una raccolta di firme il grave stato di degrado e disagio in cui è caduta la zona dove abitano, senza che ci sia stato un intervento da parte delle istituzioni.

E c’è già chi sta pensando a ronde per autodifendersi da questi continui furti in strada, nei garage e nelle abitazioni. Un modo per tutelarsi quella che definiscono una vera e costante azione furtiva che comincia a infastidire tutto il vicinato.

«Su sette condomini di 26 appartamenti ciascuno – è il coro unanime dei componenti un’assemblea improvvisata, indetta per fare il punto della situazione – quasi tutti hanno avuto la visita dei ladri. Qualcuno nel garage, e c’è chi è stato colpito addirittura sei volte, chi nell’auto parcheggiata sotto casa, dove ora ovviamente non lasciamo più nulla, ma questo non è sufficiente e quindi se non ci rubano qualcosa, ci procurano danni che vanno dai 300 euro se si tratta di vetro o qualcosa di meno se sono gli specchietti. Insomma è diventato un incubo ed ora, visto che le firme non hanno contato nulla, prima le rifaremo e coinvolgeremo i due partiti che pensiamo siano dalla nostra parte, poi passeremo ad organizzare ronde di volontari per contrastare questa delinquenza dilagante».

Il raggio di azione dei ladri intanto si è allargato notevolmente; dalla zona adiacente il Palazzo degli specchi dove solo la scorsa settimana in una notte sono state prese di mira sei automobili nel parcheggio di via Piccolomini, tutto il quartiere di via Fardella, via Verga e Kramer, sta subendo lo stesso disagio per cui l’unione dei residenti si sta facendo sempre più compatta e decisa ad intervenire.

«Non vogliamo colpevolizzare nessuno – proseguono – ma abbiamo di fronte il famigerato Palazzo degli specchi da dove al mattino vediamo uscire tanti extracomunitari che in sella alle loro biciclette, si dirigono verso il centro storico, lasciando ben visibili dalle finestre aperte, panni distesi a dimostrazione – se ancora qualcuno avesse dubbi- che ci vivono regolarmente. Quanti sono, chi sono, cosa fanno, come campano?».

«Dal Palazzo alla nostra zona – aggiunge un residente – c’è un comodo sottopasso che evita di attraversare via Wagner o di fare un giro più lungo; la nostra strada ad esempio è a fondo chiuso poichè ci stanno eseguendo i lavori di urbanizzazione per la futura Casa del sollievo dell’Ado, ma le transenne sono regolarmente spostate e non siamo certo noi a farlo. Ed allora il pensiero va a chi si trova di fronte alle nostre case e vive in uno stato di precarietà che può portare alla delinquenza. Ma noi siamo stanchi e non ne possiamo proprio più, poiché ci aspettiamo che i furti avvengano anche di giorno e magari negli appartamenti come è già accaduto un mese fa a quella signora che mentre lavava i piatti, qualcuno è entrato nella sua camera da letto e le ha portato via oro e preziosi. Qui da noi ci sono molte coppie giovani con tanti bambini ed abbiamo paura specie per chi abita al piano terra. Non bastava la poca illuminazione della strada e la prostituzione ad ogni angolo…» .

Margherita Goberti

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