«Inutile sterminare le nutrie»
Gli studiosi: esistono metodi di contenimento incruenti
«È basato sulla disinformazione, quello che la lobby venatoria ha riproposto in questi giorni per bocca del suo portavoce Gianluigi Zucchi, presidente Atc. Settecento cacciatori verranno pagati con oltre 30 mila euro di denaro pubblico e privato per effettuare l'eradicazione della nutria. Peccato che ciò sia impossibile». A parlare è Cristina Marchetti della Facoltà di Veterinaria di Parma, che prosegue: «Gli abbattimenti non faranno altro che incentivare la proliferazione, come rilevato anche da studi scientifici riportati negli stessi rapporti Ispra e in contrasto con ciò che l'Ente va poi consigliando». Anche i Consiglieri Comunali della lista civica Massa Comune di Sant'Agostino commentando le parole di Zucchi, asseriscono che a essere presi in giro sono in primis gli agricoltori. «Esistono metodi incruenti e più efficaci di contenimento della nutria - dichiarano - ma si insiste a far credere che l'abbattimento sia l'unica strada percorribile». Z Ugualmente indignati sono la Barbara Faccini e Marco Bondesan, del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife: «I dati ufficiali della Provincia parlano di una densità massima di 0,3 nutrie per ettaro, troppo bassa per costituire un pericolo per la sicurezza idraulica, considerato che la lunghezza delle tane in genere non supera i 2 metri, che non tutti i canali della Provincia hanno argini pensili, e che le nutrie tendono a non colonizzare i grossi corsi d'acqua principali. Si vorrebbero sterminare anche le volpi, ma esse sono tra i principali predatori della nutria e le loro tane non possono far franare le sponde dei canali, dato che non sboccano mai dalla parte dell'acqua. Ma se non volete credere agli scienziati, basta osservare i risultati: da oltre 40 anni si ammazzano le nutrie con ogni mezzo, ma il numero di capi abbattuti annualmente non cala, segno che questa strage non è utile a nessuno». (m.g.)
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