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La promessa di Zauli il mattiniero: «Punto ad avere 20mila iscritti»

La promessa di Zauli il mattiniero: «Punto ad avere 20mila iscritti»

Ferrara, ieri primo giorno di lavoro per il neo-rettore che ha firmato l’atto con cui conferisce le deleghe. Le priorità: docenze ai ricercatori, riassetto dell’amministrazione e innalzamento della qualità
Il neo-rettore: il ranking? Giudizio inutile
Le deleghe ai dieci professori
Dipartimenti, dodici nuovi direttori 
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FERRARA. Se il mattino ha l’oro in bocca, come suggerisce un vecchio adagio, il neo-rettore Giorgio Zauli ieri è andato a cercarlo di buon’ora nell’ex convento di Santa Lucia, in via Ariosto, da dove guiderà l’Università di Ferrara per i prossimi sei anni. Alla porta si è presentato alle 7.30 e la notizia ha già suscitato qualche commento: “Orari ospedalieri”, ha sussurrato qualche collega.

Il professore di Anatomia Umana non smentisce, anche se condisce l’immagine con un pizzico di internazionalismo: «Per me è un’abitudine – risponde dal suo ufficio, di cui ha preso possesso ieri mattina – ma ammetto che oggi a motivarmi c’è anche un po’ di ansia, quella dell’esordio. Confesso che non nutro particolare simpatia per gli ultimi minutisti. E c’è chi la pensa come me: ricordo che i meeting per l’attività di laboratorio, a San Francisco, venivano convocati al mattino presto».

La prima firma. Ieri Zauli ha vergato il primo atto con cui conferisce le deleghe ai dieci collaboratori più stretti. Ad uno di loro, il direttore del Dipartimento di Architettura, Roberto Di Giulio, al quale ha affidato il compito di curare le ristrutturazione degli immobili di Unife (ex rettorato, quadrilatero della cultura, etc.), ha già promesso che quest’anno l’apertura dell’anno accademico si farà nella sede di Architettura. «La data? - ha risposto ai giornalisti - Stiamo valutando il 18 dicembre. Una specie di 2 X 1: uniamo la cerimonia agli auguri di Natale, così disturbiamo poco anche gli studenti». Zauli, ricercatore ma anche uomo di gestione (ha diretto l’Istituto di ricerca Burlo Garofolo, di Triste), annuncia un anno di supervisione sull’apparato amministrativo.

«Bisogna immettere efficienza nella macchina - annuncia - riorganizzare il sistema e il prorettore, Giuseppe Spidalieri, che l’anno prossimo andrà in pensione, mi aiuterà - e lo ringrazio per aver ritirato la sua domanda di quiescenza proprio per aiutarmi in questa avventura - rappresentando l’ateneo all’esterno. Nei primi mesi intendo trascorrere molto tempo in ufficio per contrastare per quanto è possibile ogni tendenza alla burocratizzazione». Una visione che lui stesso definisce manageriale ma che sarà messa inevitabilmente alla prova anche dagli impegni diretti che il neo-rettore si è assunto.

In prima linea. La sanità, ad esempio. «La seguirò personalmente - spiega il neomagnifico che ha una formazione da medico - curerò i rapporti con il Sant’Anna e con l’Asl, avendo l’università stipulato convenzioni con entrambe. Ho anche dato la mia disponibilità ad entrare nell’organo di indirizzo dell’azienda ospedaliera».

A Cona, dove sarà realizzato il modulo del secondo triennio di Medicina - questo il primo messaggio inviato al direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori - la presenza «dell’Università si percepisce ancora poco. Mancano cartelli e segnali che lo identifichino chiaramente come un polo ospedaliero-universitario».

Il team. La squadra dei collaboratori è stata selezionata sulla base delle «manifestazioni di interesse dei colleghi che si sono offerti, senza bandi, ma con un’attenzione particolare alle competenze (ho scelto quattro donne e non l’ho fatto seguendo il bilancino) - è sempre Zauli a parlare - Strada facendo aggiungerò le deleghe a progetto perché non credo in un’università di “ottimati” che decidono per altri.

Il campo su cui dovremo agire con il massimo delle energie sarà quello didattico, dove ho concentrato ben quattro deleghe. L’anno prossimo riceveremo la visita dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca» e Unife, fa capire Zauli, dovrà non solo fare bella figura ma dimostrare i requisiti di qualità che consentiranno «di acquisire finanziamenti, fondamentali per far viaggiare la macchina e ottenere risultati».

Zauli aveva già anticipato in campagna elettorale che la sua gestione terrà gli occhi puntati su tutti i tavoli dove vengono distribuiti fondi per la ricerca. Il primo segnale che ieri ha deciso di dare «alla comunità scientifica - ha dichiarato - è che dobbiamo partire lanciati. Al prossimo Senato Accademico ci saranno già numerose proposte per poter reclutare nuovi professori principalmente tra le file dei ricercatori».

Soglie da rispettare. Uno degli obiettivi già definiti sarà contrastare «il calo demografico dei professori, effetto dei ripetuti blocchi del turn over. Dobbiamo mantenere il numero minimo di 35 ricercatori o professori in ogni dipartimento per evitare che possano essere sciolti per la mancanza del requisito. Non è mia intenzione comunque razionalizzare accorpando dipartimenti». Sul bilancio economico Zauli si dice tranquillo. «I conti sono in ordine e abbiamo a disposizione un avanzo di gestione - commenta - anche sulle immatricolazioni il passo è buono». In rettorato viene contestato il dato del Sole24Ore di ieri che dà le immatricolazioni del 2014/2015 in calo del 13.5% rispetto al 2011 (l’anno precedente il sisma che provocò un calo di iscrizioni). L’ex rettore Pasquale Nappi ha dichiarato alla “Nuova” che per il 2015/2016 le nuove iscrizioni sono in crescita di alcune centinaia di unità rispetto al 2014 e che l’anno scorso erano già salite di oltre il 10% rispetto all’anno precedente.

«Se puntiamo ai 20mila iscritti? - ha concluso Zauli - È un sogno, ma perché no? Ci serve un bacino più ampio».

Gioele Caccia

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